5. Il mondo spirituale esiste veramente
Dio è un essere maestoso. Quindi il mondo fisico e il mondo spirituale devono essere unificati. In assenza del vero amore, tuttavia, non si sono potuti unire e di conseguenza è avvenuta la separazione fra la nostra mente e il nostro corpo, e fra la religione e la politica. Tutto si unisce insieme quando è centrato sul vero amore. Tutto - l’individuo, la famiglia, la società, la nazione, il mondo e il cosmo - sarà collegato. Dobbiamo farlo con le nostre stesse mani, altrimenti non possiamo ereditare il regno originale di Dio in cielo e in terra. In che modo uniamo il mondo spirituale e il mondo fisico? Attraverso il vero amore. (216-105, 09/03/1991)
L’ottanta percento della popolazione mondiale non conosce il mondo spirituale. Persino i credenti non sono sicuri della sua esistenza e di quella di Dio, ma il mondo spirituale esiste.
Immaginate una persona ricca che è pronta a investire tutti i suoi beni per creare un giardino di felicità. Pensando a questo possiamo chiederci come Dio, il Creatore del cielo e della terra, creò la Sua dimora. Il mondo spirituale è un mondo di bellezza, che va al di là della nostra immaginazione. Non vi stancherete mai di guardarlo, non importa quale sua parte, nemmeno per mille anni. I tesori più preziosi del mondo non sono nulla in confronto neanche a un angolo del mondo spirituale. Perciò io non voglio possedere questa terra, cioè preferirei ritornare in quel mondo perché questa terra non risponde al mio scopo. (15-154, 07/10/1965)
La maggior parte della gente non pensa nemmeno al mondo spirituale. Le persone vivono perché sono venute al mondo, servono i loro genitori perché esistono, e vivono nella loro famiglia perché è lì che sono nate. Vivono pensando che il motivo per cui vivono in questo modo è perché sono nate così. Qual è il centro di questo modo di vita? È cosa devono mangiare e come devono vivere. Ecco perché la gente considera il cibo, la casa e i vestiti come gli elementi più importanti della loro esistenza.
Il problema di come vivere, mangiare, vestirsi è fondamentale per la maggioranza delle persone. Certo, ci sono concetti di etica e di morale all’interno dei rapporti umani che permettono alle persone di migliorare, di svilupparsi e di trovare soddisfazione insieme. Tuttavia, i criteri di questa morale variano, a seconda delle razze e delle nazioni. I criteri morali e i sistemi sociali sono tutti diversi, in base ai differenti ambienti culturali del mondo.
Da questo punto di vista, lo standard originale che le persone avrebbero dovuto seguire nel corso della storia e gli standard morali ed etici che adottiamo attualmente nella nostra vita vanno in direzioni diverse. Non sono stati organizzati in modo sistematico in un insieme integrato. Se nascessimo e vivessimo nel mondo originale dove saremmo diretti? Le persone non hanno le idee chiare a questo proposito, e per questo la gente comune non sa se il mondo spirituale e Dio esistono veramente.
I membri della nostra Chiesa dell’Unificazione, tuttavia, sanno chiaramente che il mondo spirituale esiste. Non solo ci credono, lo conoscono. Perché? Lo conoscono attraverso innumerevoli esperienze spirituali. Per questo i membri della Chiesa dell’Unificazione non possono assolutamente negare l’esistenza del mondo spirituale. (140-122, 09/02/1986)
Qual è la strada che devono seguire i membri della Chiesa dell’Unificazione? Devono seguire la strada che desidera Dio. Devono seguire la via della volontà di Dio. E che cos’è la volontà di Dio? Esiste la via della volontà di Dio che devono seguire gli individui, la via della volontà di Dio che devono seguire le famiglie e anche la via per la società, la nazione, il mondo e il mondo spirituale. Io sono lo specialista. Il mondo spirituale esiste veramente. (121-145, 24/10/1982)
Quali conseguenze derivano dall’esistenza di Dio e del mondo spirituale? Alcuni possono pensare che non abbiamo nulla a che fare con Dio anche se Lui esiste, ma si sbagliano. Negare il mondo spirituale nonostante la sua esistenza è come negare la famiglia, la nazione o il mondo, pur facendone parte.
Così, se esistessero un Dio più grande e un mondo spirituale più grande, desidereremmo stabilire un rapporto con queste entità più grandi. Ma anziché creare semplicemente una relazione, a quel punto dove dobbiamo andare? Dobbiamo unirci. Dobbiamo muoverci verso un unico scopo. (104-119, 22/04/1979)
L’esperienza dell’apostolo Paolo di aver visto il terzo cielo del mondo spirituale divenne la forza che gli diede ispirazione nelle sue attività missionarie per quattordici anni, capite? Dovete avere questo tipo di esperienze. Questo vale anche per me. (27-127, 30/11/1969)
Io non ho paura della morte. Che cosa ha reso possibile questo? L’amore. Io posso sopportare persino di essere messo in prigione. Quindi devo digerire e vincere le circostanze avverse d’oggi. Conquisterò tutto con le mie stesse mani. (202-27, 01/05/1990)