Otto Libri
I miei segnalibri

Non hai ancora nessun segnalibro.

2. Comprendere la morte

Sulla terra abbiamo i genitori, gli insegnanti e i parenti. Sulla terra abbiamo dei modi per stabilire queste relazioni, ma nel mondo spirituale no. Nel mondo spirituale tutti vivono con uno spirito pubblico, centrato su Dio. Tutte le posizioni sono distinte. Così quelli che sono sopra non possono scendere facilmente sotto. In origine saremmo dovuti andare nel mondo spirituale solo dopo aver realizzato la nostra perfezione sulla terra. Una volta entrati nell’altro mondo, è finita. Comunque, non c’è dubbio che moriremo.
Il corso della nostra vita è troppo breve. La vita è troppo breve. Persino un arco di vita di ottanta anni è troppo breve. Nel tempo del mondo spirituale corrisponde a meno di otto ore, e dal punto di vista dell’eternità è ancora di meno. Perciò, il potere del vero amore è grande. La velocità del vero amore è talmente grande che va al di là della nostra comprensione.
(205-65, 07/07/1990)

Non c’è dubbio che il mondo spirituale esiste. Esiste sicuramente e poiché noi siamo nati dal mondo spirituale, dobbiamo ritornare là. La parola coreana toraganda [letteralmente “ritornare” ma col significato di “morire”] è interessante. Dove ritorniamo? Non in un cimitero. Ritorniamo nel nostro luogo di origine. Il nostro luogo di partenza non è un cimitero. Significa ritornare attraversando le vaste distese della storia, persino al di là delle sue origini.
Ritornare come un essere umano non significa nascere e ritornare come un coreano. Uno che muore come un coreano non ritorna su quella strada come tale. Ritorniamo nel mondo originale che ha generato gli antenati dell’umanità. Che cosa significa? Poiché esiste un Creatore, ritorneremo nel luogo dove si trova quel Creatore. È lì che abbiamo avuto origine e perciò è lì che ritorniamo.
L’universo è impegnato in un movimento circolare: quando la neve che ricopre le montagne si scioglie, scorre giù lungo le piccole vallate e raggiunge l’oceano in tanti fiumi e corsi d’acqua. Poi entra nell’oceano dove evapora e ritorna in cielo per completare il suo ciclo.
Tutto circola. Quando uno ritorna, dove ritorna? Desideriamo ritornare in un luogo dove possiamo essere più alti e migliori. Nessuno vuole diventare più piccolo, però tutte le leggi del movimento del mondo della natura stabiliscono che attraverso l’azione le cose diventano più piccole. Quando facciamo rotolare un oggetto, non rotola per l’eternità. Prima rotola velocemente, poi rallenta e alla fine si ferma.
(141-269, 02/03/1986)

Noi viviamo in questo mondo, ma questo non è l’unico mondo che esiste. Esiste anche il mondo spirituale. Questo mondo e il mondo spirituale devono unirsi anziché essere due mondi separati. Dov’è il luogo in cui dobbiamo andare a vivere? Certo, mentre viviamo sulla terra con il corpo fisico, avanziamo verso il mondo dell’eternità. Le persone semplicemente nascono in questo mondo, passano attraverso la gioventù, raggiungono il fiore degli anni e poi entrano nella vecchiaia. La loro vita passa come il sole che tramonta, ma quelli che conoscono il mondo spirituale, capiscono che la nostra esistenza non è che un momento fugace in confronto alla vita eterna dopo la morte. In realtà la nostra vita serve a prepararci per accogliere il mondo dell’eternità. (140-121, 09/02/1986)

La parola “morte” invita a capire il significato della vita. Chi conosce molto bene il significato della vita? Non sono quelli che cercano di vivere. Quelli che cercano di comprendere il valore della vita aggrappandosi a Dio nel punto d’incontro tra la vita e la morte, lo capiscono. (74-237, 31/12/1974)