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Sezione 2. La giusta comprensione della morte

2.1. La morte è la conclusione inevitabile della vita terrena

Ci sono molte persone che sono vissute fino ad oggi pensando che la morte sia la fine della vita, dicendo: «Se vivo settanta o ottanta anni, sono contento. E se muoio, così sia!» Nel corso della storia, ci sono state molte persone che hanno pensato profondamente a come vivere per sempre. Si sono chieste se esisteva un modo per vivere al di là della morte. Più si aggrappavano a questo ideale, più pensavano e si chiedevano: «Qual è il significato della vita? Perché nasciamo e perché percorriamo il nostro cammino come dei vagabondi?» C’è chi ha detto: «La vita è un oceano di amarezza» o «La vita è fugace come la rugiada sull’erba». Tuttavia, se fosse possibile vivere per sempre, non ci sarebbe alcuna ragione di preoccuparsi di queste cose. (39-228, 15/01/1971)

Numerosi saggi, sapienti e fondatori di religioni si sono fermati nel corso della loro vita, hanno interrotto le preoccupazioni della loro mente e le inclinazioni del loro cuore e si sono chiesti: «Dove sto andando?» Hanno lottato per rispondere a questa domanda. Queste persone si sono prefisse di risolvere questa domanda, ma nessuno finora ha potuto dichiarare con fiducia: «Il mio corpo, la mia mente, il mio cuore, la mia vita e i miei ideali si dirigono velocemente verso la destinazione ideale; perciò tutte le persone e tutti gli esseri che esistono in cielo e sulla terra devono seguirmi in quel luogo». (8-195, 20/12/1959)

Vorreste vivere per sempre qui sulla terra, o preferireste vivere eternamente in un luogo dove potete essere un’incarnazione d’amore senza un corpo fisico? Quando Dio vi vuole mostrare il mondo infinito della Sua creazione, potete seguirLo con il vostro corpo? Per questo, avete bisogno del vostro essere spirituale. È una realtà, non una fantasia. Se Dio fosse al centro della spiritualità e avesse bisogno di un essere con cui stabilire un rapporto, vorrebbe portare con Sé gli esseri umani, mostrare loro il dominio eterno e ideale della Sua creazione nella sua totalità e donarlo a loro. (111-112, 01/02/1981)

Supponete di avere un solo vestito da indossare. Se qualcuno cercasse di prendervelo con la forza, resistereste disperatamente. Diciamo che avete degli abiti per ciascuna delle quattro stagioni - primavera, estate, autunno e inverno. Supponiamo che fosse primavera e qualcuno indossasse degli abiti invernali. Potreste andare da questa persona e dirle: «Questi sono abiti invernali. Perché non te li togli?» Dovreste portarle degli abiti primaverili. Dovreste portare degli abiti estivi a una persona che in estate indossa abiti primaverili, e dirle di cambiarsi. È possibile che questa persona non si sia resa conto della necessità di cambiarsi. Il problema della morte è lo stesso. La gente non sa che esiste una vita futura. Le persone non sanno che c’è qualcosa di più prezioso di questa vita fisica. (200-92, 24/02/1990)

Dio ha fatto un’infinità di sforzi per guidare quelli che vivono sulla terra con delle speranze secolari e umanistiche a vivere con una nuova speranza, che può superare la valle della morte desiderando ardentemente il mondo eterno. Perciò, coloro che hanno vissuto una vita di fede hanno insegnato che non dobbiamo vivere con una speranza limitata a questa terra, ma piuttosto abbracciare una speranza che supera la morte e sogna un mondo di speranza eterna. (6-46, 22/03/1959)

Un giorno andrete tutti nel mondo spirituale. È un solo regno o due? È un solo mondo. Allora, come sarà la vita in quel mondo? Ci avete mai pensato? I pesci non possono sopravvivere fuori dal mondo dell’acqua in cui vivono. L’acqua è assolutamente vitale per la loro esistenza. I pesci che vivono nel fiume non dovrebbero vivere solo nelle acque di fiume, ma anche entrare e uscire dal mare. Perché dovrebbero vivere in quel modo? Alcuni pesci d’acqua dolce non possono procreare senza assaggiare l’acqua che si collega all’acqua del mare. Dovete saperlo. Alcuni pesci del mare devono andare nell’acqua dolce e assaggiarla per potersi riprodurre. Devono sperimentare i due mondi. Allo stesso modo, voi dovete sperimentare sia il mondo fisico che il mondo spirituale, che corrispondono alla mente e al corpo. (210-128, 17/12/1990)

Non ci sono amici sulla via della morte. È una strada che imboccate da soli senza i vostri genitori, senza i vostri amati fratelli, senza il vostro amato coniuge e senza i vostri amati figli. È una strada che dovete percorrere da soli. È una strada sulla quale non si può ripassare e dalla quale non si può ritornare. Una volta che prendete questo cammino non potete tornare indietro. Che tipo di cuore avrete quando prenderete questa strada? Se non avete una speranza che vi permette di superare la morte nel momento che ve la troverete di fronte, sarà la vostra fine. (6-53, 22/01/1959)

Se uno muore di vecchiaia, in coreano diciamo che questa persona “è ritornata”. Quando qualcuno ci domanda dei nostri nonni che sono morti, diciamo: «Sono ritornati». Dove sono ritornati? Sono ritornati nel mondo spirituale. Poiché originariamente veniamo dal Dio immateriale, il mondo immateriale è la nostra patria originale. Dal mondo immateriale veniamo nel mondo materiale, prosperiamo su questa terra e poi ritorniamo nel mondo immateriale. Ritorniamo nel mondo spirituale in questo modo. Abbiamo origine dal Padre incorporeo e poi nasciamo attraverso il nostro padre naturale che presta il suo corpo e viviamo nel mondo fisico. In seguito, abbandoniamo il nostro corpo fisico e ritorniamo nel mondo spirituale nella nostra forma originale. (242-168, 01/01/1993)

Gli esseri umani, uomini e donne allo stesso modo, hanno cinque organi di senso. Tra i cinque sensi, quattro si trovano nella nostra testa. Gli occhi, il naso, la bocca, le orecchie e le mani costituiscono i nostri cinque sensi. I più importanti si possono trovare nella testa. I quattro organi di senso della testa simboleggiano il mondo spirituale centrato su Dio. È un mondo separato dal corpo. La testa si può muovere liberamente. La ragione per cui si muove è per vedere, sentire, annusare e parlare in tutte e quattro le direzioni. Cosa succederebbe se la nostra testa non si potesse muovere? Sarebbe un grosso inconveniente. (228-126, 27/03/1992)

Le persone sulla terra devono ritornare nel mondo originale, il terzo stadio, dopo la loro vita fisica. Per diventare una persona che può andare a vivere nel mondo dell’amore, dobbiamo prepararci con gli organi per respirare in quel mondo d’amore. Andiamo in quel mondo quando il nostro corpo fisico cessa di funzionare, come un neonato rompe e distrugge il sacco amniotico per poter nascere. Ecco perché la madre prova i dolori del parto. Allo stesso modo, la morte è come una seconda serie di dolori del parto.
Per che cosa ci dobbiamo preparare durante la nostra vita in questo corpo fisico? Durante il periodo nel ventre materno i nostri polmoni si formano per prepararci a respirare l’aria. Allo stesso modo, durante la nostra vita fisica dobbiamo prepararci a respirare con l’organo che respira l’amore nel mondo spirituale. Così, dopo aver lasciato il vostro corpo fisico, dovete respirare con il vostro organo che respira l’amore, superare l’ambiente limitato della vostra vita passata e vivere come una persona con una libertà illimitata.
(274-105, 29/10/1995)

Gli esseri umani vogliono assomigliare a Dio e se sono i Suoi figli o le Sue figlie, Dio dovrà inevitabilmente avere l’idea di permettere che assomiglino a Lui. Io voglio somigliare a Dio e Dio vuole prendermi con Sé. Quindi, Dio cercherà il modo per rendere questo possibile. Perciò giungiamo alla conclusione che gli esseri umani devono nascere in una forma attraverso la quale possono assomigliare a Dio. Dio aspetta il giorno di quella nascita. Anche gli uomini attendono quel giorno. Abbiamo bisogno di un giorno in cui nasceremo con quel corpo oppure no? Quel giorno sarà il giorno della nostra morte fisica.
Allora, gli esseri umani devono dare il benvenuto alla morte oppure no? Quando ci chiedono qual è lo scopo della morte, dovremmo dire: «Moriamo per il vero amore di Dio». La ragione per cui lasciamo il nostro corpo fisico è per partecipare attivamente all’opera d’amore infinito di Dio e per il mondo d’amore di Dio.
(116-173, 01/01/1982)

Morire significa nascere nell’amore di Dio, ma nel mondo umano la gente fa tante storie, dicendo: “Oh, muoio”! Vedendo questo, Dio riderà allegramente o esclamerà: «Oh, no!»? Quando Dio guarda le persone che piangono in questo modo nel mondo umano, prova dispiacere o gioia? Lasciando il regno dell’amore limitato, entriamo nel regno gioioso dell’amore infinito. La morte non è forse il momento di accogliere questa gioia? Passare attraverso il corso della morte, in effetti, non è il momento di una seconda nascita?
Se è così, Dio sarà contento il giorno in cui il vostro corpo fisico se ne andrà? Sarà gioioso quando qualcuno nasce come un figlio o una figlia che può agire per amore nel secondo mondo, che si estende all’infinito? Perché parlo di queste cose? Non potete stabilire un rapporto con Dio senza liberarvi della paura della morte. Parlo di questo perché dovete capire questa realtà.
(116-174, 01/01/1982)

Tra il numero infinito di stelle, pensate che ci sia un mondo di stelle di diamanti oppure no? Pensateci. Volete avere dei diamanti, vero? Non potete dire che non c’è una stella fatta soltanto d’oro. È possibile. Quanto è ricco Dio, nostro Padre! Ci avete mai pensato? Possiamo percorrere questo universo infinito in un attimo. Vi interessa? Vi interessa veramente? Se è così, quello che dobbiamo fare è osservare le leggi conformi ai comandi di Dio: «Non fare questo» o «Fai questo»! Questo è possibile solo quando osservate quello che Dio dice di fare o di non fare. È logico che ciò diventa impossibile se vivete secondo i vostri desideri egoistici.
Potete rispettare quello che dice Dio di fare o di non fare? Poiché gli esseri umani sono esseri di dualità, sono costituiti dalla mente e dal corpo. Poiché la mente è in posizione soggettiva e il corpo in posizione oggettiva, la mente e il corpo devono essere uniti. È giusto o sbagliato?

Qual è stata la profonda angoscia di Dio? Ha avuto origine dal fatto che Dio non ha potuto educare i Suoi veri figli a diventare delle persone dal cuore perfetto, non ha potuto educarli sul cuore fraterno e sul cuore di marito e moglie. Dio non li ha potuti educare nel livello di cuore che dice come deve essere una coppia sulla terra. Non li ha potuti educare a diventare una coppia e ad essere dei genitori. Questa educazione avrebbe dovuto costituire il manuale per la vita umana. Tuttavia, l’umanità ha perso questo manuale e si è trovata a condurre una vita egocentrica. Perciò, quando una persona così va nel mondo spirituale, va all’inferno. Ma anche quando vanno all’inferno, le persone non vanno in un solo posto. Nell’inferno ci sono tanti tipi di gruppi che vagano. Adamo ed Eva avrebbero dovuto assumere la responsabilità di questa educazione del cuore, ma a causa della loro ignoranza caddero senza poter realizzare la loro perfezione.
Di conseguenza, il Dio onnisciente dovette assumersi la responsabilità di questo. Chi ha iniziato la provvidenza di salvezza? Dio. Dio ha dato inizio alla provvidenza di restaurazione e ha anche iniziato la provvidenza di ricreazione.
(228-268, 05/07/1992)

2.2. La vita e la morte sono un processo che collega tre mondi

La nostra vita è costituita da un periodo di nove mesi nel grembo materno, un periodo di cento anni nel mondo fisico e l’eternità nel mondo spirituale. Nel nostro volto ci sono tre stadi: la bocca, il naso e gli occhi, che rappresentano i tre periodi della vita umana. La bocca simboleggia il periodo nell’utero nel mondo materiale. Il naso rappresenta il periodo terrestre nel mondo umano e gli occhi rappresentano il periodo del cielo nel mondo spirituale. (298-304, 17/01/1999)

Quando una persona nasce, nasce dal luogo più profondo, l’acqua. Il periodo nel grembo materno è l’età dell’acqua. Il bambino dentro il grembo della madre galleggia nell’acqua. Vedendo questo, possiamo pensare che il bambino faccia fatica a respirare nel grembo materno, ma per il bambino l’utero è l’universo. Anche se vive nell’acqua, quel mondo è il suo universo dove lui è libero. Non è naturale per il bambino assorbire ed espellere l’acqua durante la sua vita nell’acqua? Per far questo i feti nell’utero vivono grazie al cordone ombelicale collegato alla loro pancia. (299-69, 04/02/1999)

La vita di una persona passa attraverso tre mondi: il mondo dello stadio di formazione, il mondo dello stadio di crescita e il mondo dello stadio di completezza. Viviamo in un mondo di acqua nel grembo di nostra madre, poi in questo mondo terreno e infine nel mondo etereo nel regno spirituale. Passiamo cioè attraverso tre fasi: il mondo acqueo nell’utero, seguito da cento anni sulla terra dopo la nostra nascita e dal mondo etereo dove possiamo volare.
Mentre un bambino è nell’utero, cerca forse di scappare nel mondo esterno o vuole rimanere lì? Quando deve passare attraverso un buco così piccolo dice: «Oh, no»! oppure: «Oh, è meraviglioso!»? Supponete che al bambino sia stato detto: «Se vuoi uscire, questa casa in cui vivi sarà distrutta e la fonte e il valore del nutrimento dove sei saranno tutti distrutti. La tua testa e il tuo corpo si dovranno gonfiare». Pensate che il bambino avrebbe ancora voglia di uscire? Direbbe di sì o di no? Appena prima del momento del parto, la madre spinge disperatamente e il bimbo dice: «Oh, no»! fino al momento della nascita; ma alla fine la madre spinge fuori il bambino. A quel punto, un mondo scompare completamente e il neonato inizia a respirare in un altro mondo.

La terra è come l’utero della madre. Dovete esserne sicuri. Attraverso cosa mangiate e respirate durante il periodo in cui siete nel grembo materno? Respirate con la bocca? Respirate con il naso? Con che cosa respirate? Mangiate e respirate attraverso il cordone ombelicale, non è vero? Poiché fate tutto questo per mezzo del cordone ombelicale, non avete bisogno di una bocca per mangiare e di un naso per respirare. Avete bisogno di un organo di senso per vedere, oppure no? Perché avere degli organi di senso quando nell’utero non ce n’è bisogno? Si sviluppano in modo che li possiate usare dopo che sarete usciti dall’utero. (295-322, 24/09/1998)

Usate i vostri cinque organi di senso durante il periodo che trascorrete nell’utero? Non avete bisogno di utilizzarli. Non urinate, non defecate. Tutti gli organi sono assopiti. Non è misterioso come passate nove mesi in quel modo? Anche l’urina e gli escrementi non possono precedere il vero amore. L’urina e gli escrementi non possono emergere prima della persona. Solo dopo che è nato, Adamo inizia queste funzioni, non prima. Tutto è fatto in questo modo.

Gli esseri umani devono assorbire acqua durante il loro periodo nel ventre materno. Il corpo umano è costituito per tre quarti di acqua. Questo mondo terreno è il mondo dell’aria. Perciò, non avete alcuna necessità degli occhi, delle orecchie, del naso e degli altri organi di senso quando siete nell’acqua del ventre materno. Siete ancora con gli occhi chiusi perché non avete bisogno di utilizzare i vostri cinque organi di senso. Avete mai visto un neonato respirare con il naso durante i nove mesi che trascorre crescendo nell’utero? Il neonato morirebbe se provasse a respirare con il naso. Sarebbe la sua fine. (302-167, 13/06/1999)

Allora perché un feto nell’utero ha bisogno di un naso? È stato fatto in preparazione per il mondo successivo. Quando questo a poco a poco si sviluppa per diventare un organo di respirazione il neonato deve uscire, distruggendo tutto ciò che lo circonda. Deve separarsi dalla madre e distruggere il sacco amniotico per uscire fuori. Questo significa che l’ambiente del bambino - il sacco amniotico e la placenta - sono completamente distrutti. Significa la morte. È come annunciare la distruzione e la fine del mondo dell’acqua e l’inizio di una nuova vita. (302-167, 13/06/1999)

Il cordone ombelicale va usato di nuovo oppure bisogna reciderlo? Lo dobbiamo tagliare. Potete dire: «Quel cordone è la linea della vita di un individuo. Come potete staccare la linea della vita che collega una persona a un’altra? Perché dovremmo tagliarlo?». Quando il neonato capisce che sta uscendo, piange, pensando che sta per morire, ma nel vedere questo Dio ride o piange? La situazione è esattamente la stessa nel mondo dell’aria. Il sé spirituale è collegato al sé fisico come l’embrione nell’utero. Quando il corpo fisico invecchia e il sé spirituale prova a liberarsene espellendolo, il corpo fisico può dire: «Oh no, non voglio morire! Non morirò!» Vedendo questo, Dio sorride, prova simpatia, oppure dice: «Che stupido!»?
Quando un bambino nasce nel mondo fisico, può diventare il partner oggetto dell’amore di sua madre e di suo padre, e alla fine diventare l’amico affettuoso dei suoi genitori. I bambini nascono in questo mondo terreno, dove possono condividere l’amore con i loro genitori. Allo stesso modo dovete rinascere nel mondo spirituale dove potete condividere l’amore con Dio, che è il Genitore eterno collegato al mondo spirituale infinito.
(116-175, 01/01/1982)

Quelli che respirano l’amore sulla terra non sono morti, sono vivi. Quando un bambino respira nell’utero, vive attraverso un cordone che lo collega al mondo futuro dell’aria. Il bambino vive per mezzo di questo cordone ombelicale, ma quando distrugge la placenta ed esce nel nuovo mondo di una dimensione più alta, quanto cambia la sua situazione? Le sue necessità sono soddisfatte a un livello più alto. Il bambino esce fuori ed è rifornito di aria. Dopo aver lasciato il grembo, come si svilupperà? Attraverso l’amore. Riceverà elementi d’amore. Non deve mangiare solo cibo. La parte fisica del sé, che mangia, è in cammino verso la morte. Questo corpo che assorbe acqua per vivere è già incamminato verso la morte. Con che cosa e a quale scopo dovete alimentare voi stessi durante il periodo sulla terra? Durante questo periodo, dovete coltivare una personalità d’amore.

Quando uscite dall’utero per entrare nel mondo dell’aria, distruggete le cose della vostra vita nel grembo, come il cordone ombelicale e il sacco amniotico. Il cordone ombelicale e la placenta sono distrutti e muoiono. Cosa appare nello stesso momento della morte di questi organi? Un neonato fa la sua apparizione nell’universo, sulla madre terra. Da quel momento, il neonato vive rifornendosi degli elementi che ingerisce attraverso la bocca. (139-213, 31/01/1986)

Prima di trasformarsi in una cicala, la larva dirà: «Voglio rimanere una larva. Non voglio sbarazzarmi del mio bozzolo». Ma una volta che si libera del bozzolo, usa le ali e vola. Pensate che la larva abbia voglia di abbandonare la sua pelle quando diventa una cicala? Dirà forse: «Oh, detesto tutto, la terra, l’aria, ogni cosa»? Oppure pensate che dirà: «Bene, via da me questa pelle»? Non penserà di volare. Le libellule nuotano nell’acqua durante la loro fase larvale, poi escono sulla terra e strisciano per un po’ di tempo. Poi volano liberamente di qua e di là. Molti insetti si sviluppano attraverso tre stadi di vita. La maggior parte degli insetti ha le ali, non è vero? Come abbiamo visto, gli insetti vivono nell’acqua, sulla terra e nell’aria. E noi esseri umani, quali signori della creazione, dovremmo vivere solo sulla terra? (116-176, 01/01/1982)

Forse non date il benvenuto alla morte, ma tutti, una volta che morite e vi liberate della carne, potete volare liberamente. Siete contrari a questo? È la realtà. Dovete sapere che questa è la pura verità, non è una bugia. Dovete capire che gli esseri umani passano attraverso gli stessi tre stadi della vita e che la morte per noi è la porta benedetta verso la nostra seconda nascita. (49-286, 17/10/1971)

Gli insetti e gli uccelli sanno volare. Anche una persona non dovrebbe saper volare? Persino i semi volano quando soffia il vento. Parlo dei semi del dente di leone. Sono fatti per volare naturalmente. Sono fatti per volare. In questo modo, gli uccelli, gli insetti e i semi delle piante volano. Non dovrebbero volare anche gli esseri umani, che sono i signori di tutta la creazione? Dovremmo solo stare seduti ad aspettare Dio? Non avreste voglia di protestare e di dire: «Oh, Dio, tutte le altre cose possono volare; perché a me non hai dato la capacità di volare»? E Dio dirà: «Aspetta un po’. Fra qualche decennio, anche tu diventerai in quel modo, aspetta solo un po’». Allora potete dire: «Ah! Capisco. È così». Che cosa farete fino a quel momento? Dovete allenarvi mentre siete sulla terra in modo da potervi adattare all’altro mondo, quando andrete là. Solo quando potete apprezzare vostra madre e vostro padre potete trovare gioia in Dio. Solo quando vi piace il vostro coniuge potrete apprezzare Dio, quando andrete nell’altro mondo. Il mondo fisico è il terreno di addestramento per il mondo spirituale. Potete ricevere quello che desiderate senza morire? È possibile senza la morte? È possibile senza liberarsi di questo corpo fisico? Avete o non avete bisogno di abbandonare questo corpo fisico? (139-214, 01/01/1982)

Avete vissuto nel mondo dell’acqua e nel mondo della terra, non è vero? Allora, vorreste fare l’esperienza di vivere nel mondo dell’aria oppure no? Quando eravate sul punto di nascere uscendo dall’utero, avevate dei pensieri del genere: «Andrò nel mondo della terra e mangerò il miele, i dolci di riso, il riso, il manzo e ogni altra cosa con questa bocca»? Pensate che vi siano venute in mente queste cose? Respiravate attraverso il cordone ombelicale e pensavate che sareste morti, se foste usciti dall’utero. Se riflettiamo sulla vita nell’utero, come sembrerà limitata! Se ci pensiamo adesso ci sembra opprimente. Malgrado ciò, quando un bambino sta per uscire dal grembo materno, inevitabilmente dice: «Oh, non voglio uscire». Anche se dice di non voler uscire, quando arriva il momento, tutto viene espulso con violenza. Viene fuori naturalmente con la fuoriuscita del liquido amniotico. In questo modo, il bambino nasce attraverso un processo sicuro e naturale. (49-283, 17/10/1971)

Durante il nostro periodo sulla terra, abbiamo “la madre universo” o “la madre creazione”. Questa è la terra. Il pianeta terra è la madre. Vi fornisce gli elementi, non è vero? La terra è la madre che vi fornisce elementi ad un livello diverso da quello di vostra madre. Quando vi sviluppate nel grembo materno, come respirate nell’utero? Respirate attraverso il cordone ombelicale, non è vero? Questo è il vostro legame col corpo di vostra madre. Dovete ricordarlo. Quando lasciate il grembo di vostra madre, sapete che siete collegati al secondo regno, il mondo dell’aria. Quando uscite dall’utero dopo aver concluso la vostra vita lì, il vostro vecchio ambiente è distrutto. A cosa vi collegate nel momento del vostro primo pianto? Vi collegate al mondo dell’aria, dove respirate l’aria attraverso il vostro apparato respiratorio. Quando siete collegati al mondo dell’aria, le vostre narici diventano la linea di approvvigionamento assoluta.

L’acqua simboleggia il periodo dell’utero. Il vostro naso simboleggia il periodo dell’aria e dopo essere usciti dal grembo di vostra madre vivete nel periodo dell’aria. Poi diventa il periodo degli occhi, il periodo del sole e il periodo della luce. L’amore è anche chiamato luce. Si dice che l’amore illumina ogni cosa, non è vero? È il mondo della luce.
La vita passa attraverso tre stadi. Persino una libellula passa del tempo nell’acqua, poi sulla terra e poi, dopo essersi liberata del suo involucro, vola di qua e di là nutrendosi di altri insetti. Passa attraverso tre stadi. È la stessa cosa per gli esseri umani, i signori della creazione. Dopo il periodo nell’utero, quando uscite dal grembo di vostra madre, venite fuori con le braccia piene di articoli casalinghi, oppure venite fuori distruggendo e tagliando via tutto? Sorgerebbero dei grossi problemi se usciste fuori anche solo con un oggetto.
Eravate abituati a mangiare e a respirare attraverso il cordone ombelicale. Non vi aspettereste di morire se lo tagliate? Eppure, avete bisogno di tagliarlo per uscire dal grembo materno. Dovete tagliarlo senza pietà. Dovete distruggere tutto mentre venite fuori.
(299-38, 01/02/1999)

Qual è il significato della morte? Vivere sulla terra, nell’ambiente dell’aria, è come nuotare nel grembo materno. Viviamo all’interno di un involucro d’aria. Non è così? Allora che cos’è la morte? La morte di per sé non è niente di speciale, è solo la rinascita nel terzo stadio della vita. È quel momento di transizione che chiamiamo morte. Se vedete le cose in questo modo, vi sentite meglio, non è vero? (49-285, 17/10/1971)

Adesso, cosa dovrebbe fare il nostro corpo? Mentre “respiravate” attraverso il cordone ombelicale nell’utero, preparavate anche le narici attraverso le quali respirare più tardi. Allora, nel momento in cui uscite dal ventre, cambiate l’organo che usate e cominciate a respirare. Allo stesso modo, ciò di cui avete bisogno una volta nati è sperimentare l’amore nel più profondo del vostro essere. Dovete respirare l’atmosfera dell’amore che viene da vostra madre e vostro padre. Dovete passare attraverso ogni aspetto della vita alimentati dall’aria dell’amore.
Una volta che siete nati come bambino in una famiglia, salite lungo una curva di sviluppo, invecchiate e alla fine sparite fisicamente. Dopo essere nati come un bambino, vi sviluppate e alla fine vi disintegrate. Nascete come un bambino e tornate ad essere un bambino nel mondo spirituale. Quando questo avviene, dovete staccarvi dal mondo del secondo grembo e collegarvi alla sfera dove potete respirare gli elementi dell’amore nel terzo stadio. Lasciate l’amore dei genitori e l’amore dei fratelli sulla terra ed entrate nel mondo dell’amore che è in totale armonia con l’Essere Originale del grande cosmo, Dio.
Il mondo spirituale è costituito dall’aria dell’amore. È pieno dell’aria dell’amore. Perciò, mentre vivete nel mondo terreno, dovete preparare un dispositivo per respirare l’amore. Perciò dovete avere delle esperienze del mondo spirituale. Potete essere immortali solo quando diventate una persona che può percepire l’amore spirituale e respirare l’aria dell’amore.
(139-213, 31/01/1986)

Un giorno dovremo tutti sbarazzarci del nostro corpo fisico e andare nel mondo spirituale. Così, come esseri umani che vivono sulla terra, dobbiamo essere preparati per la morte. Dobbiamo lavorare duramente per formare il nostro io buono, il nostro secondo io che sarà quello che vivrà nel mondo eterno.
Possiamo nascere come un bambino buono e in buona salute solo se riceviamo una buona influenza prenatale nel grembo di nostra madre. La nostra vita sulla terra è simile alla nostra vita nell’utero. Perciò, dobbiamo crescere riflettendo l’immagine di Dio, il Suo cuore e la Sua natura divina. Una volta cresciuti, dobbiamo mettere in gioco la nostra vita e superare tutti gli ostacoli col nostro amore.

2.3. La morte è la transizione verso un mondo migliore

Quando le persone vedono le cose dal loro punto di vista, sembra che abbiano speranza, ma non hanno lo stesso la speranza necessaria per attraversare la valle della morte. Le persone muoiono senza avere questo tipo di speranza. Il nostro è un modello di vita in cui dobbiamo morire senza avere speranza? Oppure cercheremo una speranza particolare con cui possiamo disprezzare la morte e conquistarla, e vivere ancora nutrendo questa speranza? Questa è una questione molto importante a cui le persone che oggi vivono sulla terra devono pensare. (120-231, 22/03/1959)

Alla fine, dove siamo destinati ad andare? Andremo nel mondo spirituale. Che cosa vuol dire? Di solito si intende il mondo dopo la morte, ma questo non è esatto. Perché non dovrebbe essere considerato come il mondo dopo la morte? Perché il mondo spirituale è direttamente collegato all’amore. Poiché quel mondo è collegato all’amore, non è realmente il mondo dopo la morte. Il mondo spirituale comincia sulla base del vero amore. Così, quando siamo dentro il dominio del vero amore, quel luogo è proprio il mondo spirituale. Il mondo spirituale e il mondo fisico - questi due mondi - si uniscono nell’amore. Ecco perché l’amore è così stupendo. (144-199, 24/04/1986)

I vostri primi genitori sono i genitori che vi hanno messo al mondo. Il vostro secondo genitore è il nostro pianeta terra. Il suo suolo vi fornisce tutti gli elementi essenziali per il vostro sviluppo fisico. La terra è il secondo genitore del vostro corpo fisico. Dopo aver vissuto con il vostro secondo genitore, la vostra morte fisica vi permette di entrare nel regno eterno del terzo genitore. Tuttavia, non potete andare dal terzo genitore così come siete. Per ritornare al terzo genitore dovete assomigliare a Dio, che è il Genitore originale. (138-99, 19/01/1986)

Avete mai pensato almeno una volta: «Seguirò questa strada anche quando raggiungerò l’età di settanta anni»? Avete mai pensato: «Continuerò questo modo di vita anche quando avrò ottanta anni e starò per morire»? Anche quando morite, dovete essere in grado di dimostrare che potete fare queste cose nel futuro, dicendo: «Ho illuminato la storia in questo modo e ho fatto queste cose nella mia vita». Non dovete dire questo solo a parole. Non dovrebbero essere solo delle parole. Dopo che una persona del genere muore, la gente dovrebbe aggrapparsi a lei per questa ragione, dicendo tra le lacrime: «Hai vissuto nel modo giusto!» (73-113, 16/08/1974)

Dobbiamo dedicare il corso della nostra vita alla ricerca del Dio d’amore infinito. Anche se dobbiamo attraversare la valle della morte dieci o cento volte, dobbiamo cercare il Suo amore. La strada più bella che possiamo prendere nella nostra vita è quella di cercare costantemente questo amore, persino nella morte. (39-209, 10/01/1971)

C’è una meta che le persone devono realizzare durante la loro vita. Devono vivere focalizzandosi su quell’obiettivo per 10, 20, 30, 70 anni, e per tutta la loro vita. Più grande è la meta, più forte dev’essere il loro impegno interiore. Se non lo fanno, non possono raggiungere quell’obiettivo. Le persone non possono realizzare le loro mete se non mantengono una determinazione interiore ancora più grande per il periodo di tempo necessario. (31-149, 24/05/1970)

Qual è la destinazione finale della mente? In altre parole, qual è la destinazione finale dei nostri desideri? È dove possiamo impadronirci dell’amore di Dio. Anche se possedete Dio, senza conquistare il Suo amore, che è la cosa più preziosa, Dio non può essere vostro. Perciò, dovete impadronirvi dell’amore di Dio. Se vi impossessate del Suo amore, tutto va bene anche se Dio non c’è.
Quando le cose che appartengono a Dio diventano mie e le cose che sono mie diventano di Dio, l’interiore e l’esteriore possono unirsi per la prima volta. Questo tipo di nazione diventerà la patria ideale dove non ci sono classi basse e classi alte.
Quando siete in quello stato, tutti gli esseri che esistono nell’universo sembreranno buoni e sentirete che esistono per voi. Se quello è il regno dell’amore di Dio, che genere di luogo è il mondo spirituale, o il cielo, dove tutte le persone che vivono oggi devono andare? È un luogo pieno d’amore.
(39-209, 10/01/1971)

Anche io, il maestro della Chiesa dell’Unificazione, morirò, ma in che tipo di contesto morirò? Abbraccerò il popolo e la nazione della Corea e morirò per il mondo. Se i coreani si uniscono e sacrificano la loro vita per il bene del mondo, questo aprirà la strada che permette di vivere insieme al mondo. Ecco perché io cerco quella strada.

Il corso modello per la vita eterna è universale. Si applica ai nonni e alle nonne, così come ai discendenti migliaia di anni dopo, e persino a quelli che ora sono nel mondo spirituale. C’è una porta che solo coloro che hanno vissuto con altruismo possono attraversare, e dovete sapere che là ci sono dei guardiani. Per favore capite bene, che qualunque cosa vi chiedo è per aiutarvi ad essere abilitati a superare quella porta. (203-193, 24/06/1990)

2.4. La morte è un’ascensione (seunghwa) verso una dimensione più alta

Se gli esseri umani non fossero caduti, la morte di una persona sarebbe stata un’occasione di gioia. Ecco perché ho insegnato alla Chiesa dell’Unificazione a non accogliere la morte con dolore. Per questo noi chiamiamo la morte seunghwa (ascensione). (199-353, 21/02/1990)

Forse a nessuno di voi piace l’idea di sbarazzarsi della propria carne e di morire, ma una volta che morite e vi liberate del corpo, diventate una persona in spirito che può volare velocemente per varcare le porte benedette della seconda nascita. (297-262, 19/12/1998)

All’inizio, siamo collegati alla placenta e al cordone ombelicale nel ventre di nostra madre. Siamo allevati in questa placenta che ci avvolge come un panno. Nasciamo eliminando e respingendo ogni cosa mentre usciamo da quell’involucro. Allo stesso modo, il nostro corpo fisico è come un panno che avvolge il nostro essere spirituale. Così, ce ne liberiamo e voliamo via. Perciò attraversiamo il mondo dell’acqua, il mondo della terra e il mondo etereo della luce per vivere alla fine nel mondo eterno del vero amore. (298-313, 17/01/1999)

Nella Chiesa dell’Unificazione, quando una persona muore, non celebriamo i funerali nella maniera consueta. Al posto di questo, abbiamo la cerimonia seunghwa. C’è qualcosa da temere in questo mondo? C’è qualcosa da temere nell’universo? Da questo mondo di peccato e di caos dobbiamo prendere la forma di un centro autonomo, che risponde ai criteri del cielo e della terra, e così assumere una posizione verticale nel regno dell’amore di Dio. Perché è necessario presentarci in posizione verticale? Perché non si crea nessuna ombra. Si può trovare un’ombra nella posizione verticale? Tutto è perfetto. Di conseguenza, quando avviene la rotazione, tutto l’ambiente si allinea verticalmente. (198-125, 25/01/1990)

Nel giorno in cui morirete, la vostra sfida sarà come ascendere e salire in cielo con un angolo di 90 gradi. Non potete raggiungere il cielo se rimanete ad un angolo di 45 gradi. Solo salendo con un angolo di 90 gradi potete diventare il partner oggetto dell’amore di Dio. L’amore di Dio prende la via più breve. Quindi, non c’è altra strada che l’angolo di 90 gradi. C’è solo la via verticale. (215-118, 06/02/1991)

Nella Chiesa dell’Unificazione il funerale è chiamato cerimonia seunghwa. Lo spirito di una persona morta si lamenterà se vede che la gente si aggrappa al suo cadavere e piange. Penserà: «L’ignoranza di queste persone è una corda che mi lega e mi impedisce di andare per la mia strada». Poiché conosce queste cose, la Chiesa dell’Unificazione dà alla morte il nome di seunghwa. Seunghwa significa elevarsi gloriosamente verso il cielo. Con la forza dell’amore dovete spingere la persona. Non trattenetela, anzi spingetela.

Cos’è la cerimonia seunghwa? Significa trasformarsi e ascendere ad un altro stadio. (196-57, 24/12/1989)

Oggi la gente non sa cosa significa morire. Non è un evento doloroso. Non è un’occasione triste. Dovete vederla come il passaggio da un mondo di dimensione inferiore a un mondo di dimensione superiore, attraverso il ponte dell’amore. Ecco perché la Chiesa dell’Unificazione si riferisce alla morte come ad una seunghwa. Morire è ascendere ad una dimensione più elevata. Questo è possibile soltanto attraverso l’amore. (137-317, 05/01/1986)

Per chi esiste Dio? Dio, il soggetto dell’amore, esiste allo scopo di cercare ed educare un partner d’amore. Con che cosa lo farà? Lo farà basandosi sul vero amore. L’amore vero è vivere e investire sé stessi per gli altri dimenticando di avere investito. La vita eterna si può trovare qui. Il mondo intero è fatto in questo modo. Io stesso sono così. Poiché conosco il valore della vita eterna, affrontare il patibolo non è un problema.
Non c’è nulla da temere. Ecco perché la Chiesa dell’Unificazione si riferisce alla morte come alla seunghwa e ai funerali come alla cerimonia seunghwa.
I membri della Chiesa dell’Unificazione vivono in comunicazione con i loro coniugi nel mondo spirituale. Il fatto che oggi il mondo ignori il mondo spirituale mi lascia senza parole. Pensate che la vita spirituale si possa comperare con il denaro?
(209-160, 28/11/1990)

La cerimonia seunghwa è iniziata con la morte di mio figlio, Heung-jin. È stata istituita a quel tempo. All’ospedale ho dovuto autorizzare la rimozione della maschera dell’ossigeno. Ho dovuto preparargli la strada per andare nel mondo spirituale. In questo modo, è stato liberato dal dominio caduto. Ecco perché, quando Heung-jin è ritornato nello spirito, ha detto che non sapeva come ripagarmi. Era il primo nella famiglia dei Veri Genitori ad andare nel mondo spirituale nel pieno della giovinezza. Heung-jin è andato nel mondo spirituale come Messia nella stessa posizione del Secondo Avvento. Unendovi a lui potete andare in un luogo elevato del mondo spirituale. (225-137, 05/01/1992)

La nostra partenza per il mondo spirituale non è un evento triste. Innalzate la bandiera del cielo al suono della tromba della liberazione. Andate con coraggio, senza lasciarvi abbattere. Innalzate la bandiera annunciando il vostro glorioso ritorno a casa. Questa è la strada che vi permette di entrare con orgoglio nella vostra terra natale originale, dove la nazione e tutta l’umanità vi accoglieranno con acclamazioni di gioia. Non è un momento triste. Noi non versiamo lacrime nella Chiesa dell’Unificazione in questa occasione. Come la chiamiamo? La chiamiamo cerimonia seunghwa. L’ascensione di Heung-jin ha abbattuto i muri della morte. Ecco perché è chiamata cerimonia seunghwa. (227-262, 14/02/1992)

La morte non deve suscitare abbattimento o disperazione. Non è un inabissamento ma un balzo. È un’ascensione. Per questo motivo i membri della Chiesa dell’Unificazione non devono avere nessuna paura della morte. La morte viene seguendo l’ordine naturale delle cose. È semplicemente il processo di transizione verso un mondo migliore. (196-271, 02/01/1990)

L’amore ha conquistato tutti i regni della morte. Il vero amore vince il regno della morte! Questo è il principio della creazione. Ecco perché ho dichiarato il Giorno della Vittoria dell’Amore. Con l’ascensione di Heung-jin nel mondo spirituale, Satana non ha nessuna base per accusare nessuno dei figli delle famiglie della Chiesa dell’Unificazione, quando fanno la cerimonia seunghwa. Perfino quando salirete a bordo della barca che vi porta sull’altra riva, tutte le persone giuste del mondo spirituale verranno a darvi il benvenuto. È tempo di collegarsi a quella grande dimensione rivoluzionaria che crea la storia. (242-279, 02/01/1993)

Qual è il significato del Giorno della Vittoria dell’Amore? È qualcosa che dovete sapere. Dal momento del decesso di Heung-jin fino a quando l’ho mandato nel mondo spirituale non ho versato neanche una lacrima. Il regno della morte doveva essere conquistato. Senza la dichiarazione che l’amore aveva vinto la morte, la cerimonia seunghwa non avrebbe potuto essere stabilita.
La cerimonia seunghwa è iniziata con Heung-jin, non è vero? Qual è il significato della “vittoria dell’amore” nel Giorno della Vittoria dell’Amore? Significa la vittoria sulla morte. Se fosse stata un’altra persona, la madre sarebbe stata straziata dal dolore, piangendo e lamentandosi dal profondo del suo cuore. La Madre, tuttavia, non poteva versare neanche una lacrima. Dovevamo fare questa cerimonia entro tre giorni. Dovevo proclamare che la morte era stata vinta.
È così che abbiamo incominciato a celebrare la cerimonia seunghwa nella Chiesa dell’Unificazione. È una cerimonia che va oltre la morte e va verso la gioia. Coloro che passano attraverso la cerimonia seunghwa possono facilmente superare tutte le valli del mondo spirituale. Naturalmente, ci sarà qualcuno che non riesce a farlo e rimane nel mezzo. Dovete capire questo. La cerimonia seunghwa è cominciata con Heung-jin.
(212-96, 02/01/1991)

Nella Chiesa dell’Unificazione quando una persona muore facciamo la cerimonia seunghwa, non è vero? È il momento di fare un salto e passare in un mondo separato. Perciò dovete esultare di gioia. Il mondo spirituale si rivela agli occhi della persona che muore quando arriva là. Non andrete in un luogo di pianto, ma vi trasferirete in un luogo di gioia. Noi ignoravamo questo fatto perché i nostri occhi erano completamente ciechi a causa della caduta. (255-296, 11/03/1994)

L’infermità mentale inizia quando la coscienza di una persona diventa insensibile a questo mondo e si focalizza sul corpo. Si sviluppa quando la sua coscienza diventa paralizzata e comunica con lo spirito delle persone nell’inferno. Attraverso gli spiriti buoni dovete far sì che questa persona ricordi l’ideale del cielo, in modo che gradualmente potete permetterle di purificarsi e salire in cielo. (258-137, 17/03/1994)

La nascita, il matrimonio e la morte di ciascuna persona sono registrati nel registro di famiglia, non è vero? Anche noi dobbiamo fare la stessa cosa, ma non abbiamo la nazione di Dio. Se abbiamo una nazione, dobbiamo registrare la nostra nascita, il nostro matrimonio e la nostra ascensione. Quando morirete, entrerete tutti nel mondo spirituale come americani. Là il custode vi domanderà da dove venite. Risponderete: «Vengo dall’America». Vi chiederà anche: «Vuoi entrare in cielo»? Quando vi chiederà: «Da dove vieni?» non ci sarà nessun problema ad entrare in cielo se potete rispondere: «Vengo dal Regno dei Cieli sulla terra dove servivo i Veri Genitori». Questo è un dato di fatto, non una semplice teoria. (278-36, 28/04/1996)

2.5. Il nostro atteggiamento di fronte alla morte

Quando le persone muoiono chi invocano per primo? Invocano Dio. La realtà ultima è che la gente cercherà Dio quando si trova nella posizione più difficile. La via del perdono si può aprire per coloro che invocano sinceramente Dio nel momento della morte. Come mai? Perché la via della morte è così. Se sapete morire aderendo a questo principio, allora la via della resurrezione si aprirà.
Ecco perché quando arriva la morte tutti cercano Dio dicendo: «Oh Dio mio!» Questa è la lezione più vera. Quando una persona muore, di solito muore almeno dicendo la cosa giusta. Osservando questo, possiamo vedere che la persona è stata educata nel modo giusto, anche se non sappiamo chi le ha dato questi insegnamenti. Non si può dire nulla di più vero.
(26-295, 10/11/1969)

Dobbiamo formare una base delle quattro posizioni prima di morire. Quelli che muoiono senza stabilire una base delle quattro posizioni non potranno percorrere la via della morte nel modo giusto. Perciò gli spiriti vagabondano persino dopo la morte. Poiché conoscete tutti questo principio, a chi vi aggrapperete quando morirete? Prima vi aggrapperete a Dio, poi ai Veri Genitori. Dato che nasciamo tutti attraverso Dio, dobbiamo anche morire attraverso di Lui per vivere eternamente con Dio nel mondo spirituale. Nasciamo attraverso Dio, perciò dobbiamo portare a conclusione la nostra vita attraverso di Lui. Vivere secondo questo principio è la via della pietà filiale e della lealtà.
Giungiamo alla conclusione che una persona che compie il suo dovere di pietà filiale e di lealtà ha completato le responsabilità che deve realizzare nel corso della sua vita. Dovete vivere la vita in questo modo.
(26-296, 10/11/1969)

Su cosa vi concentrerete al momento della vostra morte? Morirete dimenticando tutto sull’amore o morirete abbracciandolo? Quale amore abbraccerete quando morirete? Dovete prima aggrapparvi all’amore dei genitori. Poi dovete aggrapparvi all’amore tra marito e moglie, e infine all’amore dei figli. La morte deve anche conformarsi al principio della base delle quattro posizioni. (26-295, 10/11/1969)

La domanda è: quali saranno le ultime parole che direte ai vostri figli? Quali saranno le vostre ultime parole? Come genitore potete dire ai vostri figli di fare qualcosa che voi stessi non avete mai messo in pratica? L’intenzione di quei genitori sarebbe solo di sfruttare i loro figli. Perciò, se tutti voi per primi potete mettere in pratica ciò in cui credete e dire ai vostri figli prima di morire: «Sono vissuto in questo modo senza vergogna. Anche voi dovete vivere in questo modo», allora Dio proteggerà le vostre ultime parole per l’eternità. Siete sicuri di poter lasciare queste parole ai vostri discendenti quando morirete? Questo è un problema serio. (26-298, 10/11/1969)

Generalmente, nel corso della storia, quando le persone pensavano alla natura eterna della vita, tendevano a pensare non solo in termini di una decina o di un centinaio d’anni, ma di migliaia, decine di migliaia o centinaia di miliardi di anni. Tuttavia, quando una persona muore è la stessa cosa di quando muore un animale; a cosa servono le sue spoglie? Oggigiorno, persino le persone che non credono in Dio dicono: «Ah, devo lasciare un’eredità onorabile», ma a che serve lasciare queste cose dietro di sé?
Anche se uno è diventato un patriota per l’America ed è stato onorato con un monumento, se l’America perisse, quel monumento sarebbe completamente distrutto. Vi conoscerebbero soltanto gli americani. Non significherebbe molto lasciare il vostro nome. Anche se l’aveste fatto, con l’ascesa e il declino delle ere storiche, un nome buono potrebbe essere considerato cattivo. Tutti i governanti muoiono in meno di cento anni e le nazioni periscono nel giro di poche centinaia o migliaia di anni. Cosa fareste se ci fosse qualcuno che non morisse o andasse distrutto per l’eternità? Se ci fosse una persona del genere, vorreste portarle il vostro nome e la vostra eredità e lasciare tutto a lei. Avete mai pensato a questo?
(103-14, 28/01/1979)

Dovete morire dentro il dominio del Regno dei Cieli. Il regno celeste è più grande di qualsiasi nazione sulla terra, non è vero? Dovete morire nel Regno dei Cieli, che è un’unica realtà in cielo e sulla terra. Se così, dove morirete? C’è un luogo in cui morire. Non dovete morire nel modo comune dei coreani. Nella maniera coreana, non importa quante volte morite, non ha nessun significato. Dovete morire nella posizione più alta, centrata sulla nazione del cuore di Dio, che si estende in cielo e sulla terra. Dovete morire in mezzo al Regno dei Cieli. Il Regno dei Cieli è il posto migliore per morire. Quando il mondo intero si opporrà a voi, che cosa farete? Dovete scappare via? No. Dovete perseverare e morire in circostanze che conducono tutti nel cielo e sulla terra a innalzare una bandiera e a darvi il benvenuto. (34-184, 06/09/1970)

Tante persone di fede che hanno sostenuto e seguito la volontà di Dio, non hanno indietreggiato davanti alla morte. Al contrario, hanno irriso la morte e l’hanno superata con dignità. Sappiamo molto bene che nel corso della storia queste persone hanno esaltato la via del cielo.
Ognuno di voi deve mantenere la speranza di vincere la morte quando ve la troverete faccia a faccia. Dovete avere la speranza e il desiderio di stare al cospetto del cielo in modo dignitoso quando arriverete al termine di questo cammino. Dovete essere in grado di correre con gioia verso il mondo originale al quale il vostro cuore anela. Dovete rendervi conto che potete superare la morte solo quando il vostro cuore è disperato, colmo della speranza di vedere il mondo ideale di Dio.
(6-53, 22/03/1959)

Che genere di persone vivono con la speranza di Dio? Sono quelle che possono attraversare con gioia la valle della morte che rattrista l’umanità. Sono le persone che si aggrappano alla speranza di Dio. Perciò non dovete diventare qualcuno che, di fronte alla morte, è pieno di risentimento e si lamenta di tutte le vicende di questo mondo. Invece, dovete diventare qualcuno che può stare davanti al cielo con gioia ed essere orgoglioso del valore della sua morte. Dobbiamo sapere che Dio è alla ricerca di questi figli di speranza. Dio non può fare a meno di amare una persona che prova la gioia del cielo in una situazione del genere. Non può fare a meno di rispondere alla chiamata del gruppo di persone che Lo invocano da quella posizione. (6-55, 22/03/1959)

Chiunque perde la propria vita per la volontà di Dio la preserverà, e chiunque cerca di preservare la propria vita la perderà. Che significato hanno queste parole? Dovete morire nella posizione che vi chiede di morire per la volontà di Dio. Perciò, cosa succederà quando morirete? Prima della morte appartenete a voi stessi; dopo la morte appartenete solo a Dio. È così perché abbiamo ereditato la linea di sangue caduta.
Di conseguenza, finché non moriamo, la nostra vita, nel suo insieme, non può essere libera dai legami con il lato satanico. I nostri legami con Dio, tuttavia, sono stabiliti dopo la morte. Che cos’è più forte, la vita o la morte? La vita è più forte della morte? La morte è più forte della vita? Nel mondo satanico la morte è più forte della vita. Perciò, una volta che venite a conoscenza della volontà di Dio, quando vi trovate di fronte alla morte, non dovete disprezzarla.
(34-46, 29/08/1970)

Quando Eu Hyo-won, il presidente della Chiesa dell’Unificazione, stava per lasciare questo mondo, gli chiesi: «Hai seguito questa strada da quando mi hai incontrato, ma come la concluderai?» Prima di morire, il Reverendo Eu disse che non sarebbe mai cambiato per tutta l’eternità. Deve essere così. Il mondo satanico deve comunque scomparire. Senza morire, non può risorgere. Se non superiamo un’epoca, non possiamo accoglierne un’altra.

Qual è il significato della morte nella Bibbia? Non significa la distruzione della vita eterna in Dio. Significa distruggere la vita che ha ereditato il lignaggio caduto del mondo satanico. Perciò, chiunque è disposto a morire per la volontà di Dio vivrà. Queste parole sembrano paradossali, ma non si può realizzare la resurrezione se non viviamo così dal punto di vista della caduta e della restaurazione.
Questa è la logica normale della restaurazione. Il problema più grande, perciò, è se possiamo offrire la nostra vita. Com’era quando mi sono incamminato su questa strada? Riflettevo se sarei stato pronto ad offrire la mia vita.

Cosa farete della vostra vita? Quando morite dovete lasciare dietro di voi una tomba fatta d’amore. Questa è la conclusione. Lasciamo dietro di noi un mausoleo d’amore! Se vivete in un mausoleo d’amore, non avrete nessuna amarezza o rimpianto. Anche se vi siete stancati di vivere in un luogo come una tomba, non proverete nessun risentimento se vivete nell’amore. Viviamo e lasciamo dietro di noi un sepolcro d’amore! Allora, la vostra vita sarà considerata un successo per tutta l’eternità.
Se morirete dopo aver vissuto così, Dio vi benedirà e porterà i Suoi figli a darvi il benvenuto nel mondo spirituale. Se la vostra mano non ha mai portato un anello, Dio infilerà al vostro dito un diamante del Regno dei Cieli. Se non avete mai indossato dei bei vestiti, Dio vi rivestirà con gli abiti migliori della famiglia reale del Regno dei Cieli.
Cosa lascerete dietro di voi della vostra vita? Un mausoleo d’amore. Per favore, capite questo e non dimenticatelo mai. Quelli che sono determinati a vivere in questo modo, alzino la mano. Vedo che tutte le mani sono alzate. Che le benedizioni di Dio possano essere su tutti voi.
(97-159, 12/03/1978)

2.6. La Benedizione apre la via della vita eterna

2.6.1. L’importanza della vita eterna

Ognuno vuole vivere la propria vita a modo suo. Per “vivere” s’intende la vita di ogni giorno. Per “durata della vita” s’intende tutta la vostra esistenza. Inoltre, le persone religiose usano le parole “vita eterna.” La vita eterna non è solo il tempo di una vita, ma una vita che continua per l’eternità. Il modo in cui collegate il corso della vostra vita alla realtà eterna è importante per la vostra vita eterna. Questa diventa la responsabilità di tutta la vostra vita.

Per quanto tempo pensate di vivere? Per quanto? Tutti pensano: «Potremmo vivere fino a settanta o ottanta anni». Non pensate che potete morire prima? Siete avidi. Anche se credete assolutamente di vivere fino a ottanta o cento anni, potreste morire domani o persino oggi stesso. Potreste morire mentre state mangiando. Capite? O stasera potreste arrivare a casa, togliervi le scarpe, andare a letto e morire durante il sonno.
Pensate tutti: «Poiché sono giovane, posso vivere altri quaranta o cinquanta anni». Non avete tutti questo genere di desiderio? Dio vi ha dato questa garanzia? Dovete pensare che potreste morire presto, forse entro un anno. Dovete prepararvi come se rimanesse solo quel periodo di tempo. Dovete tenere presente questo per tutta la vostra vita. Più breve è il tempo che pensate di avere, più felici sarete. Più breve è il tempo che pensate di avere, meno avete da perdere. La preparazione durante questo periodo rappresenta la costruzione della vostra casa per la vostra vita eterna.
(102-116, 27/11/1978)

Quando la sera andate a letto dopo esservi tolti le scarpe, siete sicuri che sarete ancora lì a rimettervele la mattina dopo? Non importa quanto dite di essere occupati, non c’è nulla di più importante a questo mondo della vita eterna. Il motivo per cui le persone lasciano la nostra chiesa è che non sentono quanto è importante per loro risolvere il problema della vita eterna mentre sono in questo mondo. (10-248, 19/10/1960)

Se qualcuno è sicuro che la vita di fede non è una preparazione per questa vita presente, la vita fisica, ma una preparazione per la vita nel mondo eterno, manterrà la sua vita di fede anche se è abbandonato a sé stesso. Più passano i giorni e gli anni - quaranta, cinquanta anni - e più si avvicina il giorno della morte, più seria diventa l’idea della vita eterna. Più le persone invecchiano, più diventano serie. I processi del pensiero si indeboliscono quando uno invecchia. Comunque, quando è in gioco l’idea della vita eterna, le persone si fanno più serie.
Così, in futuro, solo il pensiero religioso potrà guidare questo mondo. Quante volte sperimentiamo delle circostanze negative e il caos! Se sapete superare e vincere le situazioni caotiche e, non importa dove siete, riuscite a mantenere un concetto assoluto della vita eterna pur affrontando ogni genere di situazioni che vi disturbano, allora per voi non ci sarà nulla di insormontabile.
(230-23, 15/04/1992)

Quando Dio ci ha creato, che tipo di esseri aveva in mente? Dio ha fatto di noi l’oggetto del Suo amore, in modo che potessimo possedere il Suo valore unico e assoluto. Questo è un fatto straordinario. Quanto valore ha la vita di una persona al giorno d’oggi? Che valore ha in denaro? Il valore di un essere umano non può essere espresso in termini di soldi. Il fatto straordinario è che Dio ha creato l’uomo e la donna come partner d’amore con un valore talmente prezioso che non potrebbe essere scambiato per l’intero universo! Questo è strabiliante!

Noi esseri umani assomigliamo a Dio come il capolavoro della Sua creazione. Poiché Dio è un essere eterno, dobbiamo necessariamente avere una natura eterna, e così la nostra mente non deve invecchiare. Perciò, dobbiamo vivere eternamente. È solo perché viviamo eternamente che abbiamo il valore di questo capolavoro.

Le persone, chiunque esse siano, cercano di diventare le migliori. Quando qualcuno è nella posizione più alta, Dio appartiene a lui, e questa persona appartiene a Dio. Così, egli diventa figlio di Dio e diventa come Dio stesso. Allora, a chi appartiene l’universo? Se Dio ha una cosa che ama più di tutto e che considera più preziosa, l’avrà creata in modo tale da gettarla via dopo aver trascorso un giorno, dieci anni, o cento anni con lei, oppure l’avrà creata perché rimanga con Lui per l’eternità? L’avrà creata perché stia con Lui per l’eternità. La stessa cosa vale per il genere umano. Quando qualcuno muore, sarebbe meglio che restasse morto o che vivesse eternamente? Deve vivere eternamente. Perché? Gli esseri umani sono i partner oggetto del Dio assoluto, che ci ha creato con un amore assoluto in modo da poter provare gioia. (39-341, 16/01/1971)

Se Dio è un essere eterno e assoluto, anche l’oggetto del Suo amore deve vivere eternamente. Di conseguenza gli esseri umani hanno aspirato alla vita eterna da tempo immemorabile. Dio, l’Essere assoluto, non può non cercare un figlio e una figlia amorevoli che hanno il valore di possedere la vita eterna. Bisogna capire questo chiaramente. (39-342, 16/01/1971)

Più le persone si amano, più vogliono restare insieme. C’era una volta un uomo la cui moglie morì giovane, e che rimase da solo per il resto della vita, portando con sé il fazzoletto della moglie. Nehru era questo tipo di persona; avendo perso la moglie quando era giovane, portò delle rose sugli abiti per il resto della vita, perché sua moglie amava le rose. Quando Dio creò il Suo figlio e la Sua figlia così preziosi, li creò perché perissero dopo 100 anni? Perciò, possiamo capire il principio fondamentale che gli esseri umani vivono eternamente. (39-341, 16/01/1971)

Gli esseri umani nascono dall’amore, crescono nell’amore, vivono con l’amore e muoiono con l’amore. Tuttavia, non spariscono. Dio, che è il Soggetto, è eterno, immutabile ed unico. Quindi, anche gli esseri umani possono vivere eternamente quando possono stare nella posizione di un oggetto d’amore davanti a Dio. È da qui che ha origine la vita eterna. Non ha origine dalla vita. (142-145, 08/03/1986)

Dal momento che Dio è eterno, assoluto e vive per sempre, quando diciamo che gli esseri umani sono stati creati per amore, è semplicemente logico che chiunque è unito al vero amore possa avere la vita eterna. Perciò, per avere la vita eterna, dobbiamo vivere nel regno del vero amore. (211-273, 30/12/1990)

Possiamo vivere per sempre! Vogliamo ottenere la vita eterna! Desideriamo la vita eterna; che cos’è immutabile? La risposta è l’amore. È così. Tutte le altre cose cambiano secondo il loro ambiente, ma l’amore perché non cambia? L’amore non cambia perché esiste come il centro del potere per tutta la vita. Perché l’amore non cambia? Perché l’amore occupa la posizione centrale dell’ambiente ideale. Il centro non sparisce finché non scompaiono tutti gli elementi circostanti. L’amore è il centro dell’universo. Poiché quell’amore è unito all’amore di Dio, qualunque cosa si unisce a quell’amore può rimanere fintanto che esiste Dio. (157-267, 10/04/1967)

La vita eterna! Noi siamo persone che vivono eternamente. Inoltre, siamo persone che praticano il vero amore. Pratichiamo la via della vita eterna e del vero amore qui sulla terra. Qualunque cosa facciamo qui, ad esempio lavorare in una fabbrica, può fornire il materiale che può migliorare la nostra vita eterna.
Per favore, pensate che lo scopo del vostro lavoro è prepararvi per la vita eterna e produrre il materiale di addestramento che può arricchire la vostra vita eterna. Avete tutti bisogno della vita eterna e del vero amore in ogni momento. Ne avrete bisogno per l’eternità.
(216-127, 09/03/1991)

La perfezione del corpo e della mente diventa possibile essenzialmente attraverso ciò che appartiene al vero amore. La Causa Originale infinita ha creato il processo di crescita in modo che il frutto ideale si potesse produrre solo attraverso l’amore. Dio esiste per sempre solo grazie al vero amore e sulla base del vero amore.
In base a cosa, Dio può esistere per sempre? La vita eterna è collegata all’amore. Perciò, avete bisogno di vivere in un ambiente d’amore per creare un ambiente di vita eterna. Per raggiungere il regno sostanziale dell’amore, dobbiamo avere un’esperienza concreta dell’amore.
(218-134, 14/07/1991)

Se qualcuno vi chiede come si può ottenere la vita eterna, cosa rispondete? Si può ottenere la vita eterna solo credendo in Gesù? Siete salvati solo per mezzo della vostra fede? Non ha senso. Si può essere salvati solo attraverso l’amore.
Dal punto di vista dell’essenza dei principi di creazione di Dio, solo una persona vera è il partner d’amore di Dio. Perciò, se qualcuno ha il vero amore, può vivere per l’eternità. Una volta che entrate nel regno di quell’amore, che siate nel mondo spirituale o sulla terra, potrete vedere dove andrete a vivere nel mondo spirituale.

2.6.2. Il concetto della vita eterna ha origine dall’amore

Come possiamo descrivere gli attributi di Dio? Sono misteriosi. Dio è assoluto, unico, eterno e immutabile. È impossibile negarlo. Una persona con queste qualità d’amore è una persona di una felicità assoluta, unica, eterna e immutabile. La libertà eterna, assoluta, immutabile e unica e, alla fine, un tipo di felicità assoluta, unica, immutabile ed eterna si trovano in queste circostanze. Ereditando questi attributi, la vita eterna ha origine automaticamente. Ecco come stanno le cose. (279-74, 24/07/1996)

Se avete l’amore non vi importa se mangiate oppure no. Le persone innamorate non si stancano quando non dormono, e non hanno fame quando non mangiano. Le persone innamorate possono superare il tempo e lo spazio. Se il partner d’amore di Dio andasse da Lui, pensate che Dio dormirebbe quando cala la notte? Dio può trascendere la notte quando appare il Suo amato partner. È da qui che ha origine il concetto della vita eterna. Finché il potere dell’amore eterno continua, potete vivere per l’eternità. La vita eterna di gioia è possibile perché l’amore può superare e assorbire ogni cosa. (277-23, 17/03/1996)

Se Dio è amore assoluto, possiamo concludere logicamente che se diventiamo un partner assoluto in rapporto a quell’amore, diventando in tal modo un essere unificato, vivremo per sempre - fintanto che Dio esiste eternamente. L’umanità non sapeva queste cose. La gente non era cosciente del fatto che noi esseri umani siamo stati creati come i partner oggetto dei quali Dio ha assolutamente bisogno. Se così non fosse, sarebbe logico che Dio vivesse da solo. Ma non è così. (262-139, 23/07/1994)

Dio è il criterio del valore assoluto. Centrata sull’amore assoluto, la persona che cerca Dio e l’amore assoluto non può negare mai la sovranità celeste come partner. Nemmeno Dio, in quanto Essere Assoluto, lo può negare. La posizione che abbiamo raggiunto con assolutezza non può essere negata. È qualcosa di fermamente stabilito. Ecco perché l’amore di Dio è eterno. Poiché Dio è un essere eterno, formando un rapporto con questo tipo di amore, la vita eterna è stabilita come una sfera di relazioni che sono naturalmente in accordo a questo. Il modo di vita di una persona di vero amore rimarrà per sempre sulla terra, nel mondo fisico e nel mondo spirituale. Non si può negarlo. Poiché nel mondo caduto non ci sono rapporti di vero amore, le persone vanno a finire all’inferno. (272-64, 30/08/1995)

L’amore ha in sé una qualità eterna. I partner d’amore non sono disposti a separarsi. Il vero amore è eterno. I partner si rifiutano continuamente di separarsi. Per questa ragione, la vita eterna si può trovare nel vero amore. La vita eterna non si può trovare là dove c’è separazione. Ecco perché l’amore è grande. L’amore è immutabile ed eterno. Quando stabiliamo una relazione di sangue centrata sul vero amore, vivremo naturalmente per sempre.
Dio è il soggetto dell’amore immutabile. L’amore è unito a Dio, il partner soggetto. Poiché Dio è immutabile ed eterno, è logico concludere che anche il partner oggetto di Dio, che si unisce al Suo amore, è immutabile ed eterno.
(289-135, 01/01/1998)

Se i genitori investono infinitamente e si sacrificano per il bene dei loro figli, purché dietro questo ci sia il vero amore, il figlio sarà molto grato di questo vero amore e i genitori saranno compensati del loro sacrificio sperimentando una grande gioia. Quando l’azione di dare e ricevere il vero amore disposto al sacrificio è sviluppata in questo modo, stabiliamo un rapporto di pace e di gioia eterna nella vera famiglia e nel vero mondo. Il mondo ideale della vita eterna si manifesta in queste circostanze. (288-199, 28/11/1997)

Partendo da un piccolo punto l’universo è cresciuto di dimensioni in questo modo: con la comparsa dei partner reciproci, si è sviluppato un movimento perpetuo ed è nato l’universo. L’universo è stato impegnato in un movimento perpetuo grazie alla forza d’inerzia che emerge nella dimensione dello spazio. In altre parole, sulla base del modello delle relazioni reciproche - prendendo ad esempio il sistema solare - il sistema solare è stato creato, poi ha raggiunto il suo pieno sviluppo ed è impegnato in un movimento perpetuo. Allo stesso modo, quando Adamo ed Eva si uniscono attraverso l’azione dell’amore che vive completamente per il bene dell’altro, possono stabilire un movimento perpetuo.
Questo è il punto di partenza dell’eternità e della vita eterna. L’eternità non si può trovare su una linea retta. Il regno della vita eterna non si trova lì. L’eternità viene dalla rotazione e dalla rivoluzione. Per questo motivo, il fenomeno dello sviluppo storico si è gradualmente espanso grazie alla rotazione. Questa rotazione ha solo un centro.
(261-152, 09/06/1994)

Quello che è in armonia con l’origine dei grandi principi dell’universo può esistere per l’eternità. Tutto il resto perirà. Poiché Dio esiste eternamente, il Suo oggetto partner, che vive per gli altri, esiste eternamente. In modo logico giungiamo a questa conclusione riguardo i principi della vita eterna. È chiaro? (260-255, 19/05/1994)

L’entità che chiamiamo “me stesso” è stata creata per essere un oggetto dell’amore di Dio. Siamo nella posizione di partner oggetto del Dio assoluto, che è nella posizione di partner soggetto. Siamo partner di Dio nell’amore. Dio esalta il concetto del vero amore più di Sé stesso. Dio è il centro della vita assoluta ed eterna. Per questo il Suo ideale è ancora più eterno, e il centro di questo ideale è la realtà del vero amore. Noi siamo i partner in questo amore. Come entriamo in quel regno eterno? Com’è preziosa la posizione di partner eterno di Dio! È dove il partner soggetto e il partner oggetto diventano una cosa sola. Quando questo succede possiamo essere messi da qualunque parte e seguire Dio dovunque va. Possiamo ereditare tutta la fortuna di Dio. Possiamo ereditare il regno della vita eterna e di Dio e persino il Suo cuore.
Il cuore d’amore di Dio, il cuore di Dio che fa parte della creazione, il cuore di Dio che vuole risiedere nel cuore di ogni singola persona - possiamo ereditare tutte queste cose. Che cosa preziosa! Che gioia scoprire questo grande valore! È la posizione più sublime e nobile, che non conosce rivali. È una grazia straordinaria.

Quando la pressione atmosferica si abbassa al livello minimo assoluto, si crea immediatamente un’area di alta pressione e questo porta automaticamente alla formazione di un movimento circolare. Dio è il re della vera saggezza. Perché bisogna investire tutto e poi non pensarci più? Perché il principio della circolazione garantisce uno scambio eterno. Il principio della vita eterna è perciò stabilito logicamente. Quando investite, continuate a investire e investite sempre di più, il principio della vita eterna entrerà in azione. Quando vivete per gli altri non perirete. Le cose piccole vanno verso le cose più grandi e le cose più grandi ritornano nel centro. (204-109, 01/07/1990)

Quando Dio cerca un partner d’amore assoluto, questo partner oggetto sarà sicuramente l’umanità; per questo abbiamo l’antico adagio: «Di tutta la creazione, gli esseri umani sono le creature più preziose». Arriviamo alla conclusione logica che il partner d’amore che si unisce all’amore eterno del Creatore vive per sempre.
La vita eterna è una conseguenza naturale di questa logica. La vita eterna inizia da qui. Il problema di come stabilire una teoria della vita eterna sulla base del rapporto d’amore dà luogo a un dibattito estremamente prezioso nella religione. La vita eterna non si può trovare né nell’uomo né nella donna; non si trova in Dio, ma nel Suo amore.

Ora potete essere nella stessa posizione di Dio, al punto che potete persino partecipare al regno del vero amore eterno. Dovunque cerchiate, non troverete da nessun’altra parte questo concetto della vita eterna. Poiché nascete come degli esseri eterni, dopo questa vita andrete nel mondo spirituale. In un secondo farete un balzo incredibile. Il mondo spirituale è in una dimensione diversa da questo mondo terreno limitato. Non potete spostarvi liberamente entro dei confini limitati. Il mondo spirituale è un luogo di dimensione più elevata, perciò lì potete fare qualsiasi cosa. Potete saltare al di là del tempo. Se desiderate qualcosa, centrandovi sul vero amore, la potete ottenere in qualunque momento e in qualunque luogo. Si è su una dimensione infinita. (216-116, 09/03/1991)

Io vivo per l’eternità; sono collegato al vero amore centrato su Dio; sono collegato alla vera vita centrata su Dio; sono collegato al vero lignaggio centrato su Dio. La conclusione è chiara. Io vivo per l’eternità con al centro il vero amore, come Dio. Dio mi ha creato in questo modo. Se realizzerete questa parte di responsabilità, avrete veramente successo. (216-118, 09/03/1991)

Anche Dio respira, respira con l’amore. Dal momento che anche Dio va al passo con l’universo, l’universo può continuare per l’eternità centrandosi sull’amore. La vita eterna si può trovare nell’amore. Di conseguenza, dovete tutti ottenerla. Solo allora potrete entrare nel dominio del respiro di Dio e realizzare rapidamente l’armonia. (201-191, 01/04/1990)

Partendo dal ragionamento che la provvidenza di Dio vive e si muove nella storia sulla terra e che il suo scopo è aprire la strada per l’eternità, potete capire che questo processo è facilitato dalla fede religiosa. Altrimenti, il fondamento per fare di questo concetto una realtà, e la base per espandere la fede sulla terra, andranno perduti.
Mettendo chiaramente in evidenza i limiti dell’era, si può generare una solida esplosione di fede.
Mentre coopero al lavoro di Dio sulla terra, il mondo spirituale, che ha realizzato la volontà di Dio, può collegarsi alla nostra vita attuale, permettendoci di apprendere il concetto di vivere eternamente insieme a Dio. Pertanto, lo scopo di questa vita terrena è di prepararci per la vita eterna alla quale è direttamente collegata. Non è possibile condurre una vera vita di fede senza comprendere questa realtà.
(198-8, 20/01/1990)

2.6.3. La Benedizione e la vita eterna

Le persone cadute devono cambiare il loro lignaggio. Questo è un problema fondamentale. Il rapporto tra Dio e l’umanità è un rapporto tra genitore e figli. Poiché tutti questi fatti erano rimasti sconosciuti, i problemi della storia non hanno potuto essere risolti, e fino ad oggi le persone sono rimaste ignoranti della provvidenza di Dio. Il cambiamento della linea di sangue deve essere realizzato a tutti i livelli: individuale, familiare, tribale, nazionale e mondiale. Il Messia deve venire a fare questo. Senza il Genitore, il lignaggio non può essere cambiato.
Un individuo deve assumersi la responsabilità per tutti questi problemi, e deve andare avanti per risolvere queste cose. Poiché le persone ignorano tutto ciò, il Messia, che conosce queste cose, viene a fare tutto questo per loro.
(161-148, 18/01/1987)

Dovete tutti ereditare un nuovo lignaggio. Perché possiate farlo, il Messia viene come il Padre. Insieme ad Eva, egli deve restaurare tramite indennizzo questo nuovo lignaggio su una base vittoriosa individuale che va oltre il livello mondiale, dove Satana non può interferire. Egli stabilirà dei figli e delle figlie attraverso delle famiglie centrate sul legame tra marito e moglie e orizzontalmente realizzerà il compito dell’innesto.
Questo è il motivo per cui nella Chiesa dell’Unificazione abbiamo la cerimonia della Benedizione. La Chiesa dell’Unificazione è unica. Da dove ha avuto origine la linea di sangue della Chiesa dell’Unificazione? Ha avuto origine da Dio. Ecco perché sfidiamo il mondo satanico ad opporsi a noi. Quando si oppone a noi deve risarcire i danni che procura.
(169-38, 04/10/1987)

Poiché l’umanità ha ricevuto la linea di sangue di Satana, non può tornare a Dio da sola. Il Messia deve assolutamente restaurare e purificare la linea di sangue che Satana ha contaminato. Deve cambiare questo lignaggio. Questa è la ragione per cui deve venire il Messia. Se il Messia non viene, la linea di sangue non può essere restaurata. La linea di sangue deve essere restaurata. (172-53, 07/01/1988)

Che cosa vedremo nell’era degli Ultimi Giorni? La gente avrà rapporti sessuali con persone della stessa famiglia. Si diffonderà l’incesto. Appartenere alla stessa famiglia e parentela non farà nessuna differenza. Perché succederà questo? Chi era il padre di Gesù? Era Zaccaria. Il Cristianesimo parla del concepimento di Gesù per mezzo dello Spirito Santo, ma è una comprensione incompleta. Sapete che cos’è un ovulo non fecondato? Che cos’è un ovulo non fecondato? Come nell’uovo di una gallina, lo sperma non è entrato nell’uovo. Oggi le persone cadute si possono paragonare a un uovo non fecondato. Non hanno niente a che fare con Dio. Ecco perché non hanno la vita eterna. (274-256, 03/11/1995)

Qual è la missione dei Veri Genitori? Devono correggere la linea di sangue falsa che è la radice del mondo satanico, restaurare la vita falsa in una vita vera, e correggere il corso falso dell’amore. La Bibbia ci dice che chiunque perde la propria vita la preserverà, e chiunque cerca di preservare la propria vita la perderà. Perché è dovuta apparire un’affermazione così paradossale? Perché il mondo satanico deve morire.

Chi cambierà la linea di sangue? Non può farlo chiunque. Dovete sapere che per fare questo lavoro io ho percorso la via della croce cosparsa di lacrime. È a causa di questo modello di cuore che voi, senza avere alcun merito, potete ereditare la nuova tradizione della Benedizione.
Dio ha dovuto lavorare per migliaia di anni e, come manifestazione sostanziale di Dio, io ho dovuto affrontare una vita di sofferenza per stabilire l’autorità vittoriosa basata sul cambiamento della linea di sangue. Ora tutti voi vi trovate sulla fondazione di questi sforzi. La Benedizione significa innestarsi nel lignaggio di Dio. Attraverso il processo dell’innesto il lignaggio è cambiato.
(35-178, 13/10/1970)

Così, solo quando il Genitore verticale e i Genitori orizzontali si uniscono in armonia con al centro il vero amore, questo luogo di convergenza dell’amore, fermamente stabilito, può diventare l’origine della vita e il legame con il lignaggio. Le persone nate da lì sono figli e figlie nati nell’amore di Dio ed esseri che possono vivere eternamente con il lignaggio di Dio. In questo modo, diventano una famiglia regale che può mantenere il lignaggio per le generazioni future nel Regno dei Cieli eterno. (245-96, 28/02/1993)

Quando vivete insieme nell’amore vi potete collegare alla vita eterna. Il vero amore è l’amore che Dio desidera. Poiché Dio è assoluto, immutabile ed eterno, arriviamo alla conclusione che anche gli esseri umani, che sono l’oggetto dell’amore di Dio, vivono per sempre. Questa è una conclusione logica. Non lascia assolutamente spazio a dubbi. (247-224, 09/05/1993)

Avete tutti partecipato alla cerimonia del cambiamento della linea di sangue quando avete ricevuto la Benedizione, non è vero? Dovete credere in questo più che nella vostra stessa vita. Anche se questa è una cerimonia della Chiesa dell’Unificazione, non dovete considerarla un rito religioso. È un’iniezione per resuscitarvi dai morti. È l’antidoto. (216-111, 09/03/1991)

Il Messia può essere colui che cambia il lignaggio, ma è ciascun individuo che deve agire in modo che il suo lignaggio possa essere cambiato. Senza stabilire un modello del genere non potete raggiungere la via della salvezza. Non è una cosa facile da realizzare. Dovete andare oltre il punto di sapere se vivrete o morirete. Cambiare il lignaggio è possibile solo quando, ad esempio, fate un digiuno di 40 giorni o affrontate la situazione di essere vicini alla morte vomitando sangue. (35-159, 13/10/1970)

Per prima cosa dovete desiderare ardentemente i Genitori con tutto il vostro cuore. Non riceverete la salvezza se non servite i Genitori sentendo che essi sono la fonte della vostra vita, sono tutte le vostre speranze e l’origine di tutti i vostri ideali e della vostra felicità.
Li avete mai serviti in questo modo? Dovete capirlo chiaramente. Perciò dovete avere la ferma convinzione che siete i figli e le figlie che possono unirsi eternamente ai Veri Genitori, al punto da trascendere la consapevolezza della vostra stessa esistenza. Dovete avere questo tipo di convinzione.
(30-237, 23/03/1970)

La caduta avvenne attraverso il matrimonio falso nel giardino di Eden e perciò i Veri Genitori stanno invertendo questo e sposano le persone nel modo giusto. Spazzando via quello che era stato fatto dai genitori falsi, i Veri Genitori aboliscono l’inferno e compiono il lavoro di benedire in matrimonio persino decine di miliardi di spiriti e centinaia di miliardi di antenati nel mondo spirituale. Grazie alla base familiare dei discendenti sulla terra, che è fondata sul vero amore, gli antenati nel mondo spirituale e i discendenti sulla terra si stanno unendo verticalmente; inoltre, attraverso la base di queste famiglie, l’oriente e l’occidente stanno formando un collegamento. (300-224, 01/03/1999)

Fino a che punto mi dovete amare? Questo ci riporta al problema fondamentale. Non dovete amare da una posizione che ha tracce del mondo satanico ed è contaminata dall’amore di quel mondo. Dovete essere in una posizione più alta. Di che posizione si tratta? Dovete amarmi più di quanto amate i vostri genitori, il vostro coniuge e i vostri figli nati nel mondo satanico.
Ecco perché nella Bibbia Gesù dice: «Chiunque ama il padre o la madre più di me non è degno di me». È giunto a questa chiara conclusione per tutti. In seguito, Gesù dice anche: «Prendi la tua croce e seguimi». Vi chiede di prendere la vostra croce. Prendere la propria croce significa superare la forza che vi trascina nella direzione opposta. Dovreste versare amare lacrime per questo.
(178-98, 01/06/1988)

Quando andrete al mondo spirituale sarà così: sarà un posto senza ombre, un posto inondato dalla luce del mattino eterno. La luce bianca diventa talmente luminosa che si trasforma in una luce purpurea. Le tonalità cambiano dall’argento all’oro. La luce dell’elettricità è la luce dell’amore. Il fulmine scoppia quando l’elettricità positiva incontra l’elettricità negativa. Allo stesso modo, la natura interiore e la forma esteriore di Dio si uniscono e si manifestano come un fulmine. Il fulmine è la luce del vero amore eterno. Questa è l’essenza della vita eterna. Dovete arrivare a quella destinazione finale. (292-266, 26/04/1998)