Sezione 3. Le condizioni e i requisiti indispensabili per andare in cielo
3.1. I requisiti indispensabili per andare in cielo
3.1.1. La sofferenza è necessaria
Ciò che rimane per sempre sono le sofferenze che avete patito conducendo una vita pubblica. Se passate attraverso questa sofferenza e poi nel mondo spirituale andate incontro alla rovina, avrete il diritto di prendervela con me per questo. Quelli che sono maltrattati mentre lavorano per il popolo, il mondo e il cosmo sono delle persone sagge. (19-30, 10/12/1967)
Se la persona responsabile di una nazione fosse catturata dal nemico, ma poi ricevesse un trattamento di favore, il suo popolo si disperderebbe. Se invece subisse una morte miserabile, il suo popolo sarebbe ispirato e rimarrebbe unito. Perciò possiamo creare unità con il mondo spirituale affrontando le difficoltà. Più soffriamo e più il mondo spirituale stabilirà un rapporto con noi e ci sosterrà.
Se invece andiamo avanti senza nessun impegno, il mondo spirituale farà la stessa cosa. In questo senso, Dio rivela la Sua strategia attraverso Satana e ci lascia soffrire spietatamente. A volte ci lascia uccidere. La morte di per sé è deplorabile, ma la reazione che suscita crea l’unità. (49-106, 09/10/1971)
Quelli che desiderano andare in cielo devono vivere, morire e andarsene miseramente. Queste sono delle parole buone o cattive? Sono buone. Anche dire: «Andate fuori e morite testimoniando alla gente!» sono delle parole buone. Morite per gli altri. Se morirete non per voi stessi ma per le altre persone, per il mondo e per l’universo, sarete elevati al rango di signori del grande universo.
La creazione, gli esseri umani e Dio sono molto preziosi. Quelli che si sono sacrificati e hanno rischiato la loro vita per abbracciare il mondo partendo dalla posizione del bene, in pratica si sono sacrificati per queste tre cose preziose. Dio deve ricompensarli con qualcosa di più prezioso di quello che hanno sacrificato. Ecco perché Gesù proclamò: «I membri della vostra famiglia sono i vostri nemici» e «Chi cerca di morire vivrà, mentre chi cerca di vivere morirà». Altrimenti le persone non possono andare in cielo. Questa lezione di Gesù fu la lezione più santa e più preziosa, un vangelo indispensabile ed assoluto.
Così la Chiesa dell’Unificazione non insegna a vivere una vita ricca e comoda sulla terra. Anche se viveste una vita povera e miserabile, e moriste per la strada al punto che nemmeno i cani vorrebbero toccare il vostro cadavere, verrà il giorno in cui i fiori sbocceranno nel luogo dove siete morti. Tutte le persone sante si raduneranno in quel posto per creare una grande città. Il mio pensiero è lasciare che i membri della Chiesa dell’Unificazione passino attraverso tremende difficoltà per la nazione e il mondo in modo da trasformarli in figli devoti e sudditi leali per Dio. Io punirò quelli che non sono disposti ad andare. Spingervi a superare la vostra tragica situazione attuale e le vostre difficoltà, anche se è necessario prendervi a calci, è un segno del mio amore per voi.
Perciò il primo, non il secondo comandamento di Gesù è: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente!» Il secondo comandamento di Gesù è: «Ama il prossimo tuo come te stesso!» Dovete investire il vostro cuore e la vostra anima e offrire la vostra vita per la gente del mondo. Se lo farete a costo della vostra vita avrete fatto il vostro lavoro. Morite una volta per la volontà di Dio.
Dove moriremo? Dobbiamo trovare il luogo della nostra morte. Se foste una bomba dovreste essere sganciati sulle rocce ed esplodere con precisione. Non disperdete le vostre energie in una fogna. Consideratevi una bomba già sganciata; il vostro obiettivo è atterrare su una roccia. Come esseri formidabili, misurate la vostra forza con quella di nemici formidabili. Poiché io ho preso questa risoluzione, quantunque abbia superato i cinquant’anni, non mi sono ancora lamentato della lunga distanza che devo percorrere e non esito a proseguire.
Per realizzare la speranza del domani dovete dedicarvi versando lacrime. Dovete esercitare tutto il vostro sforzo, la vostra mente, la vostra passione e devozione. Il mio pensiero principale, come fondatore della Chiesa dell’Unificazione, è andare avanti senza preoccuparmi della mia vita per creare quel punto che corrisponde alla realizzazione di questo obiettivo. Su questa strada si incontrano dei rischi, sia interiori che esteriori.
Ora stiamo conducendo una battaglia aspra e sanguinosa. Se dedicherete la vostra vita e anziché morire vi manterrete vivi, sarà un modello per la storia e una base per la felicità dei popoli del mondo. Tutto l’universo considererà questa base come il punto d’inizio dell’armonia. Sarà un punto di partenza per un asse e per lo sviluppo di un grande movimento, un luogo che potrebbe muovere Dio e unire insieme le speranze dell’umanità. Quelli che vivono in un posto del genere sentiranno la responsabilità cosmica; manterranno tutto fermo durante il loro tempo di inattività e metteranno tutto in moto quando entrano in azione. Non saranno mai delle persone dalle vedute limitate. (49-299, 17/10/1971)
Quelli che sono sulla strada della verità devono percorrere la via della morte fino al giorno in cui muoiono. Dobbiamo seguire la strada che io ordino per offrire indennizzo durante la nostra vita ed evitare di soffrire dopo la morte. Soffrendo sulla terra possiamo ridurre il periodo di indennizzo necessario dopo la morte, un periodo che si può misurare in miliardi di anni. Percorriamo la via della verità sulla terra per indennizzare il corso di sofferenza che altrimenti sarebbe percorso per l’eternità. (31-318, 07/06/1970)
3.1.2. Abbiamo bisogno dell’amore
Andiamo in cielo sui binari dell’amore. Quando lo spiego in questo modo, non vi sembra reale? Se lo tirate, il filo dell’amore non diventa sottile come fa un elastico. Mentre un elastico più lo si tira più si assottiglia, il filo dell’amore più è tirato, più diventa spesso.
In questo senso diventare il campione della sofferenza per la volontà di Dio sarà il metodo segreto per impadronirsi del mondo. La persona che soffre di più ha il monopolio della gloria del Regno dei Cieli. (57-159, 31/05/1972)
Oggi le persone religiose dicono: «Andiamo in cielo!» Ma come possono aspettarsi di andare in cielo così facilmente? Devono incontrare il cielo sulla terra, prima di andare in cielo dopo la morte, e per poter ricevere il cielo sulla terra dovete passare attraverso la legge dell’amore. Più figli ci sono nella vostra famiglia, più grande è la croce che portate, e più dovete amare il Regno di Dio. Il motivo per cui nella vostra famiglia sono mandati tanti figli è perché la vostra famiglia deve portare tante croci, e perciò ha tante responsabilità per sacrificarsi di più per la nazione. Sapendo questo, dovete realizzare completamente la vostra responsabilità. In una famiglia che vive con questo principio nasceranno dei figli che possono ereditare una buona fortuna nelle generazioni a venire. (32-231, 19/07/1970)
Come possiamo andare in cielo? Possiamo andare in cielo essendo follemente innamorati di Dio. Dobbiamo amare Dio più di quanto hanno fatto Adamo ed Eva. Lo dobbiamo amare più di quanto Lo hanno amato Pietro, Giacomo e Giovanni. Senza questa dedizione, piena di passione, la sfera del partner del vero amore, nella quale Dio ci può amare, non può essere restaurata. Solo quando questo sarà restaurato tutto andrà bene.
Non preoccupatevi se non avete soldi o figli. Se continuerete su questa strada per dieci o venti anni, sarete in grado di scalare delle montagne molto alte e scoscese. Forse vi sembrerà di stare attraversando invano le difficoltà e che a poco a poco state discendendo, ma in realtà gradualmente salite. La Chiesa dell’Unificazione si espande essendo colpita. In una famiglia di dieci persone, quella che è contrastata dagli altri, ma che sopporta vivendo per lo scopo pubblico, può diventare il leader. Questa persona può diventare un signore nella nazione celeste. (142-289, 13/03/1986)
Dovete essere in grado di abbracciare i figli di tutte e cinque le razze e i loro nipoti. Così, dovete diventare il capo della famiglia che ama le persone del mondo come un vero genitore con il vero amore di Dio. Abbracciando i figli e i nipoti di tutte le razze diventate una guida spirituale o il vero genitore di una famiglia che ama il mondo con il vero amore di Dio. Stando in una posizione in cui potete rappresentare il modello familiare del vero amore, in un rapporto con i genitori originali centrati sull’amore di Dio, potete entrare in cielo per la prima volta.
Per entrare in cielo dovete unirvi al vero amore di Dio e dei Veri Genitori. La nostra destinazione è il cielo, ma solo dopo che siamo vissuti sulla terra con i figli nati da quel legame di sangue. Finora nemmeno una persona ha vissuto una vita del genere ed è andata in cielo. Per questo il cielo è vuoto. (176-210, 09/05/1988)
La via del cielo si apre amando i vostri fratelli come Dio li ama. Mentre vi sforzate di seguire il mio modello dovete cercare di portare con voi i vostri fratelli. La conclusione è che sono i vostri fratelli quelli che vi conducono sulla strada più nobile, più rapida e migliore per andare in cielo, non Dio o io. (66-122, 18/04/1973)
Vi dirigerete tutti verso un cielo universale o un cielo individuale? Voi dite verso un cielo universale. Anche io ho l’ambizione di afferrare la corda dell’amore che porta al cielo universale. Per quarant’anni ho percorso questa strada sopportando persecuzioni. Ho lavorato in questa maniera per afferrare la corda dell’amore dall’individuo, alla famiglia, alla tribù, al popolo, alla nazione e al mondo. Tenendola stretta in pugno, dove andrò? Dobbiamo ritornare nella nostra città natale dopo aver trovato la corda dell’amore a livello universale. Dobbiamo andare là perché abbiamo ricevuto tante benedizioni e abbiamo avuto successo nella vita. Non pensate che dovremmo ritornare e salvare le persone sfortunate che sono lì? (143-141, 17/03/1986)
3.1.3. La necessità di risultati concreti
In passato, attraverso la preghiera e la devozione, le persone potevano incontrare il fondatore della loro religione solo per un momento, ma poi dovevano separarsi di nuovo. Ecco perché devono fare più sforzi per elevare di nuovo il loro spirito [per avere ancora quell’esperienza spirituale]. Ora, invece, è giunto il tempo in cui tutti gli spiriti possono tornare sulla terra sulla base della loro sfera religiosa. Con l’avvento di una simile era, non potrete andare in cielo se non avete realizzato dei risultati concreti che vi permetteranno di avere un impatto sulle ere del passato, del presente e del futuro. Il passato era l’era degli angeli e degli spiriti buoni, il presente è l’era dei genitori e il futuro è l’era di Dio. In conclusione, quelli che non hanno dei risultati concreti per mobilitare il mondo spirituale, i Veri Genitori e Dio non possono entrare in cielo. È come quando gli angeli e Dio si mossero per aiutare Adamo ed Eva. Poi Adamo ed Eva stessi avrebbero dovuto muovere l’universo. Così, solo quelli che possono controllare i tre mondi del passato, del presente e del futuro, focalizzandosi su Dio, possono entrare in cielo. Solo allora possono andare nel mondo originale, il Regno dei Cieli. (161-200, 03/02/1987)
La condizione che vi permette di andare in cielo è amare Dio più dei vostri figli. Dovete amare il Signore più del vostro sposo. Dovete amare lo Spirito Santo più di voi stessi. Questa è l’unità della Trinità. (10-100, 17/07/1960)
Allora, chi può andare a vivere nella nazione celeste? I figli e le figlie che hanno dato gioia a Dio possono andare a vivere là. Dopo quella che noi chiamiamo la caduta, l’umanità è cresciuta e si è moltiplicata nel corso dei millenni. Tra le persone che si sono moltiplicate in questo modo, sulla terra non è mai nato nessuno che ha fatto gioire Dio.
Forse sperate di andare in cielo credendo nella Chiesa dell’Unificazione, ma se non avrete portato dei risultati concreti sulla terra e vi sarà permesso di andare in cielo, proverete vergogna. Noi non siamo un gruppo che cerca di andare in cielo attraverso una vita di fede astratta. Siamo il gruppo che cerca di costruire il Regno dei Cieli con tutto il nostro cuore e i nostri sforzi. Chi cerca di opporsi e di impedire questo non può essere perdonato. Per costruire il Regno dobbiamo investire tutta la nostra mente e il nostro corpo, tutti i nostri beni e persino il nostro ambiente. Dovete prendere responsabilità per il destino non solo della nazione ma anche dell’Asia. (22-226, 02/05/1969)
3.1.4. Vivere per gli altri
Se avete cinquant’anni e siete vissuti per l’universo secondo l’etica celeste per più di 25 anni, potete andare in cielo. Andando nell’altro mondo potete stare nel mondo spirituale buono. Ma quelli che sono vissuti mettendo quasi sempre al primo posto loro stessi - vi rattristerà sentirlo - non andranno nella patria originale del bene, ma nella terra del male e nel mondo dell’egoismo. Questo posto è l’inferno. Dovete conoscere questa realtà e da ora in poi liberarvi della vostra vita egoistica passata. Per il resto della vita vi dovete impegnare a vivere per la nazione, per il mondo, per l’universo e per Dio. Se lo farete, andrete sicuramente nel mondo ideale del cielo, non all’inferno. (78-115, 06/05/1975)
Io ho sperimentato la realtà del mondo spirituale più di chiunque altro. È il mio campo di specializzazione. Qual è l’origine dell’ordine nel mondo spirituale? Il cielo è un mondo fondato sul principio di vivere per gli altri. Questa è la nostra patria originale.
Che ci piaccia o no, siamo destinati ad andare nel mondo spirituale. Questa è la realtà della nostra vita. Siamo come dei viaggiatori che si avvicinano sempre di più a quella meta. Ciò che conta è se la vostra vita è stata più per gli altri che per voi stessi. Se è stata più per gli altri, andrete in cielo, ma se è vero il contrario, andrete all’inferno. Forse non volete credere a questa formula fondamentale, nella vostra situazione attuale, ma quando morirete lo capirete.
Nella Sua provvidenza, Dio ha stabilito le religioni lavorando attraverso di loro per salvare l’umanità. Più il livello di queste religioni è alto, più i loro insegnamenti devono essere conformi allo scopo e ai principi della patria originale. A quel livello non possono far altro che raccomandare il sacrificio e il servizio.
Perciò è impossibile negare il fatto che Dio ha lavorato portando avanti la Sua provvidenza dietro la storia e la religione. Alla luce di questi principi, giungiamo alla conclusione che le religioni che vivono per gli altri prospereranno, mentre quelle che cercano di assumere una posizione di comando e col loro egocentrismo creano dei problemi nel mondo, declineranno. (74-48, 27/11/1974)
Il Regno dei Cieli è un mondo d’amore, un mondo che esiste per Dio, il centro. È un mondo che vive interamente per Dio.
3.2. Il modo di vita che ci permette di andare in cielo
3.2.1. La nostra posizione
Dio creò gli esseri umani in modo che partecipassero al Suo amore. Dovevano cominciare la loro vita nell’amore di Dio, crescere e maturare nel Suo amore, formare delle famiglie e diventare dei corpi d’amore perfetti. Dovevano collegarsi all’amore del mondo e in questo modo ritornare in seno all’amore di Dio.
A causa della caduta questa strada fu essenzialmente distrutta. Il rapporto fra Dio e l’umanità fu spezzato e tra Dio e l’uomo si creò un tale distacco che nessuno sforzo da parte dell’uomo permetteva di ritornare a Dio. Analogamente, per quanto Dio cercasse di andare dall’umanità, non poteva farlo. Si venne a creare una barriera, e né Dio né l’umanità erano in grado di superare quel muro. L’umanità non poteva servire Dio come suo genitore, e questa barriera si interpose fra il corpo e la mente dell’individuo, e tra marito e moglie.
Questi muri sorsero anche nella famiglia, nella tribù, nel popolo, nella nazione, nel mondo e tra il cielo e l’inferno nel mondo spirituale. Anche se Dio è in cielo sul Suo trono di gloria, noi sulla terra non possiamo oltrepassare i muri che ci circondano senza rimuoverli.
Questa è la tragedia di quelli che vivono sulla terra. Come possiamo uscirne? Anche se le persone sono destinate a vivere servendo Dio come loro Genitore ed essendo guidate da Lui in tutti gli aspetti della loro vita, o non sanno che Dio esiste, o negano assolutamente la Sua esistenza. Dicono addirittura: «Dio è morto. Dovremo spazzarlo via dal nostro mondo». Questa situazione storica e tragica si sta sviluppando nel mondo in cui viviamo. (135-267, 15/12/1985)
3.2.2. Casi in cui non si può entrare in cielo
Quale deve essere la nostra motivazione: la volontà di Dio o la nostra? Il nostro io non deve diventare la motivazione. Eppure, oggi, in tanti casi, le persone traggono la loro motivazione da loro stesse, non dalla volontà di Dio. Mentre la volontà di Dio ci chiama a seguire la via della sofferenza, l’io cerca di andare nella direzione opposta. Sono posizioni in conflitto. Quando la volontà di Dio ci dice di andare a destra, l’io vuole andare a sinistra. Voi cercate di giustificarvi dicendo: «Da quando sono entrato nella Chiesa dell’Unificazione ho avuto più difficoltà di chiunque altro».
Chi cerca delle scuse per sé stesso non può entrare in cielo. Da una posizione di fede assoluta non c’è posto per presentare delle scuse. Voi non avete una parola di scusa da poter offrire, ma gli altri verranno da voi con le loro scuse. Anche se avete fatto bene, non potete essere fieri di ciò che avete realizzato. Quello che noi possiamo riconoscere come il cento per cento potrebbe essere un semplice uno per cento dal punto di vista di Dio. Quello che consideriamo cento, per Dio può darsi che sia soltanto uno. Così le persone egocentriche non possono andare in cielo.
Da dove comincia il cielo? Il cielo comincia dal punto in cui abbiamo una fede assoluta. Questo significa che non possiamo far valere noi stessi. È il luogo della totale abnegazione, senza la quale la fede non può emergere. Per quanto riguarda i problemi della vita, oggi la maggioranza delle persone vivono una vita di routine: si svegliano alla mattina, mangiano e poi dicono: «Sono a posto agli occhi di Dio». Ci sono molti che hanno questa convinzione. Tuttavia, queste persone non possono possedere il cielo, non possono essere a posto con Dio. Senza un rapporto con Dio che può essere riconosciuto ufficialmente, non potete nemmeno avere uno standard di fede assoluto. Senza avere ottenuto questo standard indispensabile, che è necessario superare per poter realizzare il Regno dei Cieli, com’è possibile realizzare quel Regno? Non ne esisterà neanche un’approssimazione. Perché? Perché Satana rimane in quel luogo. (46-78, 25/07/1971)
Nel corso della storia, le persone chiamate da Dio di solito avevano più di cinquanta o sessant’anni. Erano un gruppo di anime indurite, a un passo dalla tomba, prossime al giorno dei loro funerali. Dietro le quinte della Sua provvidenza, a quel tempo Dio lavorava con queste persone appassite e indurite, ma sapeva che in futuro avrebbe lavorato con delle persone nel fiore degli anni. Era preoccupato di come sviluppare la provvidenza con loro. Abbracciando queste circostanze, Dio ha attraversato il corso della storia.
La vecchiaia deve cedere il posto al fiore della vita, il fiore della vita alla gioventù, la gioventù alla fanciullezza e la fanciullezza all’infanzia. In questo modo dovete rinascere. Altrimenti non potrete andare in cielo. Dovete poter ricevere affetto come figli puri e innocenti. Ecco perché Gesù disse a Nicodemo: «Devi nascere di nuovo». Dovete nascere di nuovo, cioè rinascere. Dio ha portato avanti il Suo lavoro di redenzione dal grembo materno come dispensazione finale. Che situazione straordinaria! (20-94, 28/04/1968)
3.2.3. La nostra vita per entrare nel Regno dei Cieli
Se due terzi della vostra vita di settanta o ottanta anni sono stati pieni di dolore, come tratterete quel periodo? Dovete trasformarlo in una vita di gioia mettendo Dio al centro. Dovete fare della vostra vita il Regno dei Cieli dove uno dà e continua a dare. Anche Dio deve dare. I genitori devono dare ai loro figli. Il cuore di un genitore desidera dare e dare di nuovo, quando ha qualcosa di meglio da dare. (34-140, 30/08/1970)
Ora state combattendo. Sparate colpi di fucile tutta la vostra vita. Prima ancora di incontrare il mondo, la vostra mente e il vostro corpo sono in conflitto. Come li riappacificate? Quale lato trionferà, la mente o il corpo? Dovete essere delle persone che possono dire: «La mia mente sarà sicuramente vittoriosa». Le persone in cui trionfa la mente sono dal lato del bene, mentre quelle in cui trionfa il corpo sono dal lato del male. Allora, sul campo di battaglia dove la mente e il corpo stanno lottando, qual è il metodo segreto che permette alla mente di sconfiggere il corpo? O viceversa, qual è il metodo con cui il corpo sconfigge la mente? Qual è la sua strategia? Ecco la domanda. Questo determina se servirsi delle armi o di altri equipaggiamenti in una certa direzione è un bene o un male. Se è così, è importante sapere qual è il fattore determinante per risolvere questo conflitto. Di quali condizioni hanno bisogno le persone che vivono in questo mondo malvagio per stabilire il bene o il male? Se lo sappiamo, possiamo aggiungere o togliere alcune condizioni. Una volta scoperto, è semplice. (36-61, 15/11/1970)
Se ci sono un uomo ed una donna di bell’aspetto, l’uomo, insistendo sui suoi diritti, può dire che vuole ricevere la benedizione di Dio solo per sé? E lo stesso la donna, insistendo sui suoi diritti, può dire che vuole ricevere la benedizione di Dio solo per sé? Dobbiamo considerare la volontà di Dio come assoluta e realizzare tutte le condizioni necessarie per la speranza dell’umanità. La Benedizione non si può realizzare senza condizioni. Ciò che dovremo fare in futuro nel Regno di Dio sulla terra è trovare il modo perché le coppie siano accolte e rispettate in tutto il mondo. Questo è il modo di vita nel Regno di Dio sulla terra. (162-69, 27/03/1987)
Una persona non riesce a perseverare nel bene. La soluzione del problema riguardo il bene e il male è questa: il mondo viene occupato dal bene o dal male. Quando il mondo è occupato dal bene, noi viviamo, e quando è occupato dal male, cessiamo di esistere. In questo modo il mondo sta percorrendo la via della vita e della morte. L’individuo, la famiglia, la nazione e il mondo sono il prodotto della storia. Tra tutti loro, quanti sono i prodotti del bene? Come individui, soppesando il bene e il male, quanti risultati di bontà avete realizzato? Quale percentuale dei vostri risultati sono buoni nel vostro ambiente di vita o nella vostra personalità? Questo è il punto. Le persone hanno più elementi che portano al male o al bene? Sotto questo aspetto, vediamo che siamo circondati da elementi di male.
Per seguire la via del male non abbiamo bisogno di essere educati. Chiunque può seguire questa strada perché la storia è iniziata dal male. C’è bisogno che qualcuno c’insegni a seguirla? Poiché l’essere umano è diventato malvagio di sua spontanea volontà, la società educa le persone ad agire in accordo ai principi della loro coscienza secondo l’etica e la morale. Qual è il centro dell’educazione? Anche se le persone sono educate secondo il bene e la coscienza, quante onorano i principi di questa educazione? Le cose malvagie si possono fare senza che nessuno ce le insegni; tutti possono ottenere un ottimo voto in questo.
A noi che viviamo in questo ambiente, la coscienza dice sempre di essere delle persone buone. Anche se la vostra mente continua a darvi dei consigli spronandovi ad essere buoni, siete veramente diventati delle persone buone? Se pensiamo a questo problema, tutta la nostra vita è un continuo lamento. Oggi, domani, quest’anno, sono tutti una lamentela; la gioventù, la mezza età, la vecchiaia sono tutti un lamento. Terminiamo la nostra vita così. In altre parole, tutta la nostra vita può essere accompagnata dal male. Questa è la conclusione a cui arriviamo inevitabilmente. Essendo nate dal male, le persone si dibattono nel male e vanno incontro al male. Questo è stato il modo di vita di quelli che vivono oggi e di tutti quelli che sono vissuti fino ad ora.
Che cosa fa la Chiesa dell’Unificazione in questi giorni? Insegna alle persone ad essere malvagie? Se è così, non serve a niente. Il male non ha bisogno di essere insegnato. Le persone seguono molto bene quella strada senza che nessuno gliela insegni. (36-56, 15/11/1970)
3.2.4. Il Regno dei Cieli e noi
Di fronte alla morte, Gesù gridò: «Padre, se è possibile, allontana da me questo calice! Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la Tua volontà». Persino mentre moriva, Gesù non protestò contro Dio, ma fu pronto, senza esitazione, ad offrire un sacrificio completo per la Sua volontà. L’atteggiamento di Gesù lo portò più vicino a Dio, perché gli permise di andare più in profondità. Di fronte ad una persona del genere, neppure Dio può fare quello che vuole. Chi colpisce una simile persona sarà distrutto all’istante. Dio infliggerà personalmente una punizione a quell’individuo. Per questo si dice: «La mano sinistra non deve sapere cosa fa la mano destra».
Quelli che prestano dei soldi e ricordano di averlo fatto aggiungendo un interesse non possono diventare i proprietari del Regno dei Cieli. Dobbiamo dimenticare i soldi che abbiamo prestato.
I genitori che allevano i figli, ricordano forse quanti soldi hanno speso per loro e chiedono gli interessi? I genitori hanno il cuore di dare e dimenticare. L’amore di un genitore è persino superiore a questo. L’amore del genitore comprende il tormento di non poter dare qualcosa di meglio. Poiché questo amore continua per l’eternità, quelli che sono senza genitori sono chiamati orfani e nessuno vorrebbe essere uno di loro. (36-84, 15/11/1970)
Sapete che tipo di luogo è il cielo? È il mondo in cui vanno le persone altruiste. Chi vive una vita egocentrica non ci potrà mai andare; va all’inferno. Persino famosi pastori ci vanno e se ne renderanno conto una volta che arriveranno là. La nostra Chiesa dell’Unificazione cerca di salvare i suoi nemici, perfino i comunisti; invece i comunisti vogliono tagliare la testa ai membri della Chiesa dell’Unificazione. Questa è la differenza. Allora, che tipo di pensiero deve regnare nel mondo? Dobbiamo essere più forti dei comunisti. Non dobbiamo accrescere la nostra forza diventando delle persone cattive. Se la nostra forza si basa sull’amore vivendo per gli altri, questo basterà a salvare il mondo.
Noi non siamo persone che vivono in cielo, ma stiamo cercando di andarci. Per quanto tempo continuerà questa vita? Finirà oggi o durerà un decennio o un secolo? Cosa fareste se moriste mentre state facendo questo? Perciò vi dovete innestare. È necessario essere tagliati e innestati. (91-171, 06/02/1977)
In che genere di mondo andremo a finire? All’inferno o in cielo? E mentre andrete là, sarete delle persone che dicono: «Padre, ti prego, aiutami!», oppure direte: «Benvenuto, Vero Padre!» Sarà una questione di vita o di morte. Voi dite che vivrete felici dopo che vi sarete sposati, ma quando vi dico di vivere bene, intendo dire che dovete diventare delle coppie che non cambiano. Per farlo dovete andare in questo mondo di cambiamenti e allenarvi insieme senza separarvi. Non separatevi, nemmeno se andate in un mondo dove le persone sono divise tra nord e sud o in tutte e quattro le direzioni. Dobbiamo mantenerci in questo stato di disciplina. (129-182, 30/10/1983)
3.3. La base delle quattro posizioni e il cielo
3.3.1. Nel cielo entrano le famiglie
Se fino ad ora avessi lavorato solo per la famiglia, perché sarei stato perseguitato? Sono sicuro che se mio padre, mia madre, il mio clan e i miei parenti lontani si riunissero tutti in un posto, potrei ispirarli attraverso le mie parole. Sono assolutamente sicuro che li porterei tutti a fare la volontà di Dio. Però non ho potuto farlo perché non era la volontà di Dio. Anche Gesù fu scacciato dai suoi parenti perché non poté far questo.
Voi, tuttavia, avete superato tutte queste cose e godete dei benefici di questa era in cui potete testimoniare ai vostri parenti. Potete abbracciare i vostri genitori ed esprimere a loro il vostro cuore sincero, persino versando lacrime. In questo senso siete in una situazione migliore della mia. Se i vostri genitori o i vostri parenti non sono disposti ad accettare la volontà di Dio, ora è tempo che muoviate i loro cuori supplicandoli con le lacrime o con qualsiasi altro mezzo. È giunto il tempo in cui potete testimoniare liberamente. Anche se potete avere difficoltà ad affrontare vostro fratello maggiore, almeno potete testimoniare ai vostri fratelli più piccoli, persino ricorrendo alle maniere forti per indurli a credere. Se, pur essendo entrati in un tempo del genere, non realizzate la vostra responsabilità, non potete presentarvi a Dio. Da ora in poi neanche io posso avere a che fare con tali persone.
Senza realizzare queste cose non potete andare nel Regno dei Cieli. Andate là solo avendo stabilito la vostra famiglia. (21-66, 01/09/1968)
Nella Chiesa dell’Unificazione non pensiamo mai di poter ricevere la salvezza come individui. Non andiamo in cielo come individui. Nessuno può andare da solo. Questa è la regola. Dal Giardino di Eden, Adamo ed Eva dovevano andare in cielo insieme. Il marito e la moglie dovevano andare da soli? Le coppie e le famiglie non unite non possono andare là. Se questo è l’ideale, che tipo di cielo sarebbe se il padre andasse all’inferno e la madre in cielo? Dobbiamo andare in cielo come coppie, famiglie, clan e intere nazioni. (50-60, 31/10/1971)
Da dove inizia il Regno dei Cieli? Inizia dal punto dove negate persino i desideri fondamentali del cuore con cui siete nati. Per questo motivo quelli che seguono la via della verità vivono una vita di celibato. Ma ci sono dei grossi problemi a vivere una vita di celibato. Questi problemi devono essere affrontati individualmente fino a quando il Signore al suo ritorno non viene a risolverli.
Poiché mettere l’accento sulla salvezza individuale è una via senza sbocco, per salvare l’umanità dobbiamo salvare la famiglia. Il Signore ritorna sulla terra per aprire la via della redenzione per intere famiglie. Oggi i cristiani dicono che andranno in cielo grazie alla loro fede in Gesù, ma si abbandonano tutti all’individualismo. In origine non saremmo dovuti entrare in cielo da soli. Se Adamo ed Eva fossero rimasti nel regno dell’amore di Dio senza cadere, pensate che sarebbero andati in cielo? Se ci fossero andati, l’inferno non sarebbe esistito.
Il cielo è il luogo in cui vanno i mariti e le mogli, portando con loro i figli. È un luogo dove si va portando i propri figli, nipoti e parenti. Inoltre, è la meta di tutta la nazione e per questo diventa la nazione celeste. Il cielo è il luogo che si deve realizzare in questo modo. (41-296, 17/02/1971)
Come si sentirà oppresso Dio se ve ne state lì da soli a dire: «Ecco il Regno dei Cieli»? Potete veramente dire che vi piacciono le cose così come sono? Come deve sentirsi mancare il fiato Dio quando guarda l’umanità o il mondo religioso! (96-66, 18/12/1977)
Che livello devono raggiungere gli unificazionisti? Dobbiamo diventare delle persone più grandi di Buddha, di Confucio e persino di Gesù. Finora lo scopo della religione era la salvezza individuale, ma lo scopo della Chiesa dell’Unificazione è la salvezza della famiglia più che quella dell’individuo. Questa è la differenza fra la Chiesa dell’Unificazione e le altre religioni. Per quanto riguarda la salvezza, noi salviamo la famiglia, e per quanto riguarda andare in cielo, andiamo in cielo come famiglia.
L’idea che la Chiesa dell’Unificazione ha della salvezza non è che il marito va in cielo e la moglie va all’inferno. Tutti e due devono andare in cielo insieme. Voi non lasciate che i vostri genitori vadano all’inferno, ma li portate in cielo insieme ai vostri figli. La Chiesa dell’Unificazione è su un livello diverso o ha un’idea diversa da qualsiasi altra religione. Insegna la strada per andare in cielo portando tutta la vostra amata famiglia e tribù. Le altre religioni hanno messo l’accento sul celibato, ma la Chiesa dell’Unificazione dà importanza alla famiglia. Noi seguiamo un cammino centrato sulle famiglie, le famiglie che vivono per Dio e per il mondo. Questa è la strada che i membri della Chiesa dell’Unificazione devono seguire. (34-355, 20/09/1970)
Chi può essere l’oggetto della felicità nella vostra famiglia? Per il marito è la moglie, e per la moglie è il marito. Per i genitori sono i figli e per i figli sono i genitori. Da questa base è possibile costruire il Regno dei Cieli.
Gesù disse che il Regno dei Cieli è dentro di noi, ma immaginate come dev’essersi sentito solo e triste, non potendo dire che il Regno dei Cieli è nelle nostre famiglie. Voi esultate di gioia perché avete una famiglia. Per noi c’è almeno un momento in cui lo possiamo fare, ma Gesù, il maestro tra coloro che cercano la verità, il Figlio unigenito di Dio, che doveva salvare l’universo, non poté nemmeno sognare la base per il Regno dei Cieli esteriore. Andò in giro dicendo che il Regno dei Cieli è dentro di noi e per questo fu crocifisso. Per quasi tre anni cercò di far rivivere questo nei nostri cuori. Che vita completamente desolata e miserabile fu la sua!
Se il regno che Gesù desiderava era solo quello del cuore, sarebbe eternamente impossibile realizzare il Regno esteriore che va al di là di questo. Sarebbe anche eternamente impossibile realizzare il regno che trascende la famiglia per estendersi alla società e alla nazione. E quando si realizzerà il Regno dei Cieli nel mondo e il regno di Dio in cielo? Il Messia aveva la responsabilità di salvare l’umanità e di liberare il mondo spirituale e Dio. Quando pensate alla sua situazione, come dev’essersi sentito frustrato! Per Gesù essere crocifisso non era nulla. Se fosse crollato non avrebbe potuto stare di fronte a Dio. Se fosse stato un fallimento nell’ideale del Regno dei Cieli e nella società ideale, avrebbe voluto andare a cercare un panno per potersi coprire il volto e nascondersi. Chi può capire il rimorso che avrebbe riempito il cuore di Gesù, un rimorso che non sarebbe riuscito a cancellare nemmeno se fosse dovuto morire cento volte? (120-68, 03/10/1982)
Non si può andare da soli nel luogo chiamato cielo. Ci si può entrare solo dopo che uno ha realizzato l’ideale del rapporto con un partner. Per entrare in cielo le persone cadute devono passare attraverso la provvidenza di restaurazione, resurrezione e ricreazione. Darvi la Benedizione è spalancare le porte del cielo. La Benedizione significa che apro le porte del cielo che erano chiuse. Le famiglie entrano per quelle porte. Dico che dovete entrare con i vostri figli. La famiglia deve diventare il frutto storico, come risultato dei meriti accumulati. La provvidenza di restaurazione di seimila anni è passata attraverso l’era del primo, del secondo e del terzo Adamo. Così nella famiglia dovete avere tre figli e trovare una sposa per ognuno di loro. In questo modo potete entrare come famiglia. (152-240, 25/05/1963)
3.3.2. Gesù e la sua famiglia
Il cristianesimo è la religione che ha insegnato la famiglia d’amore come il criterio con cui possiamo vivere insieme eternamente centrati su Dio. Dio vuole trovare delle persone per formare una famiglia. Questo è il Suo desiderio. Non c’è un desiderio più grande di questo. (39-343, 16/01/1971)
Gesù cercò di stabilire la sua famiglia, ma non poté realizzare questa parte della volontà di Dio. Seguì la via della croce, mettendo da parte il pensiero della sposa e dello sposo. Per questo disse che sarebbe venuto di nuovo e avrebbe celebrato le nozze dell’Agnello. Questo si riferisce alla comparsa della famiglia ideale in cui Dio può risiedere per la prima volta. Allora il Signore potrà prendere la posizione del Vero Genitore. Come Vero Genitore, deve dare nascita a dei veri figli e poi formare dei veri fratelli e sorelle. Con questa vera famiglia come punto centrale, formando dei veri clan e delle vere tribù, deve stabilire un nuovo popolo ed una nuova nazione. Giungiamo alla conclusione che Gesù deve ritornare per realizzare questo. (39-344, 16/01/1971)
3.3.3. La base delle quattro posizioni e il Regno dei Cieli
Restaurazione vuol dire restaurazione della base delle quattro posizioni. Per realizzare la base delle quattro posizioni devono essere restaurati il padre, la madre, i figli e le figlie. Poi dovete essere restaurati completamente come coppie benedette e mettere al mondo dei figli allevandoli in modo che non cadano. Per far questo dobbiamo infondere una nuova tradizione e per farlo dobbiamo essere migliori dei santi. (58-35, 06/06/1972)
L’ideale di Dio per il Suo regno sulla terra può essere stabilito per la prima volta là dove il cielo è stabilito a livello famigliare. Si deve formare una base delle quattro posizioni. Nel Principio dell’Unificazione la perfezione dell’ideale di creazione è la perfezione della base delle quattro posizioni. Perché? La base delle quattro posizioni è stabilita quando il mondo dei rapporti verticali e il mondo dei rapporti orizzontali sono stabiliti attraverso tre stadi centrati su Dio, Adamo ed Eva. Il mondo orizzontale si può manifestare solo attraverso i figli e le figlie di Adamo ed Eva. Quando questo avviene, il mondo verticale si forma naturalmente. Se si considera il livello fisico, i figli sono la base orizzontale del corpo e il mondo spirituale è la base orizzontale della mente. Poiché Dio può essere presente lì per la prima volta, il Regno dei Cieli si manifesta sulla terra. (96-27, 01/01/1978)