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Sezione 4. Dio è nostro Padre

4.1. Dio e gli esseri umani hanno un rapporto genitore-figlio

Dio e gli esseri umani hanno un rapporto genitore-figlio, ma come ha avuto origine questo rapporto? Se entrate in uno stato mistico e chiedete qual è il centro dell’universo, riceverete la risposta che è il rapporto genitore-figlio. Che cos’è il centro dell’universo? In breve, è il rapporto genitore-figlio. (48-205, 19/09/1971)

Se pregate Dio e Gli chiedete: «Cos’è il centro del cielo e della terra, e qual è l’origine dell’universo?», Egli dirà che è il rapporto fra un padre e i suoi figli, il rapporto genitore-figlio. Le persone che ignorano questo penseranno che si riferisca al rapporto fra un padre e una madre fisici e i loro figli e figlie, ma noi stiamo parlando del rapporto fondamentale con Dio. (19-159, 01/01/1968)

Dio creò gli esseri umani perché essere soli non porta nessuno stimolo. La gioia nasce attraverso un rapporto. Da soli non potete ricevere lo stimolo della gioia. Quando siamo nella posizione di partner di Dio, possiamo finalmente ricevere l’amore supremo, e la natura interiore di Dio diventa sostanziale. Se Dio è addolorato, l’umanità sarà inevitabilmente addolorata. Per questa ragione il rapporto fra Dio e gli esseri umani è un rapporto stabilito dal destino che non può essere spezzato. Non importa quante ricerche facciate, questa sarà la vostra conclusione.

Ho detto che Dio e gli esseri umani hanno tra loro un rapporto genitore-figlio, ma cosa c’è di speciale in questo rapporto genitore-figlio? Il luogo più alto dove il padre e il figlio si possono incontrare è il punto centrale dove il loro amore, la loro vita e i loro ideali si incrociano. Allora l’amore, la vita e gli ideali sono in un unico posto. In quel luogo Dio è amore, e anche noi lo siamo; Dio è vita e anche noi lo siamo; e gli ideali di Dio sono i nostri ideali. Il primo luogo dove possono essere stabilite queste cose è il rapporto genitore-figlio. (69-75, 20/10/1973)

Quando Dio ci dà amore, quanto ce ne vorrebbe dare? L’amore di Dio non ha un limite stabilito, vuole dare all’infinito. Persino dopo aver dato tutto, Dio dice ancora: «Per te, voglio vivere in te». Qual è l’elemento essenziale che rende possibile questo? È l’amore. Dio sarebbe felice di vivere come un servo se quella vita fosse all’interno dell’amore. Un padre potrebbe provare gioia persino se vedesse il suo amato figlio defecare sul tavolo da pranzo. L’amore trascende la legge.
Dio ha elargito continuamente il Suo amore alle persone, ma questo non vuol dire che si lamenterà dicendo: «Io vi ho dato tutto senza riserve. Perché non restituite niente? Come potete essere così?» Il Dio d’amore assoluto si sente ancora frustrato per non essere riuscito a dare tutto l’amore che vuole dare. Dio assolutamente non può imporsi nella nostra vita. Se lo scopo di Dio nel creare l’uomo era dare un amore perfetto, Dio vorrà ancora riversare il Suo amore sul mondo umano anche se finora Gli è stato impedito di farlo. Più pensiamo a Dio come a un essere che dà in modo così incondizionato, più ci sentiamo bene. Se Dio fosse qualcuno che dice: «Io ho dato tutto, ora tocca a voi restituire», non avremmo bisogno di Lui.
(36-77, 15/11/1970)

Dio è il padre degli esseri umani e gli esseri umani sono i figli e le figlie di Dio. Dio li ha creati investendo in loro l’essenza delle Sue ossa, l’essenza della Sua carne e l’essenza del Suo midollo. Se loro Lo tirano, Dio non può fare a meno di seguirli. (20-206, 09/06/1968)

Dio ha creato per amore. Ecco perché a Dio piace vedere un uomo e una donna che si amano. Per questo motivo Dio appare nel mondo dell’esistenza come l’essenza dell’amore. (86-80, 07/03/1976)

Il figlio è il frutto e la manifestazione dell’amore dei genitori, un’estensione della loro vita e l’incarnazione dei loro ideali. I figli nascono sulla base dell’amore, della vita e degli ideali dei genitori; così, più i genitori li vedono e più diventano amabili, più diventano persone ideali con cui stabilire un rapporto e più la vita diventa dinamica. (69-76, 20/10/1973)

Gli esseri umani nascono attraverso il rapporto d’amore come partner assoluti di Dio. È qui che Dio diventa il Padre e noi i figli e le figlie. Se c’è un luogo più alto di questo, il desiderio dell’uomo vorrà occupare quella posizione. Poiché il desiderio umano ricerca il meglio, se c’è qualcosa di migliore, Dio ce lo deve dare. Da questo punto di vista, Dio è sicuramente il Padre dell’umanità e gli esseri umani sono i Suoi figli e le Sue figlie. (48-203, 19/09/1971)

È chiaro che Dio non ci ha creato senza valore. Se l’avesse fatto, sarebbe un Dio strano. Poiché Dio è un essere assoluto, conosce tutto; se ci avesse creato senza sapere queste cose, sarebbe un Dio imperfetto. Ma Dio è l’Essere Assoluto e così ci ha creato come Suoi partner assoluti. (54-86, 20/03/1972)

Che tipo di essere è Dio, il Creatore del cielo e della terra? È un essere di bontà assoluta, l’origine di tutte le cose e il Signore dell’amore. Perciò, dopo aver creato il cielo e la terra, voleva dare all’umanità tutte le cose preziose dell’intero universo.
Se c’è qualcuno in cui Dio può veramente credere, che può amare e a cui può affidare tutto, vorrà trasmettere a questa persona le cose più preziose nella loro totalità.
(13-243, 12/04/1964)

Se Dio è nostro Padre, non può averci voluto creare come creature mediocri o incompetenti. Poiché ci ha creato per essere in una posizione uguale, allo stesso livello del Dio onnisciente e onnipotente, la nostra coscienza cerca quello che c’è di più alto e di migliore. (53-224, 28/02/1972)

Se Dio è l’Essere Assoluto, perché questo essere assoluto ha creato gli esseri umani? Non era per amore dei soldi, della conoscenza o del potere. Dio creò l’uomo perché questo era l’unico modo in cui poteva provare amore. Da questo punto di vista, Dio come Padre e gli esseri umani come Suoi figli e figlie, formano un asse. Se si formano i collegamenti a questo asse, nulla può assolutamente spezzare il rapporto di unità e di amore fra Dio e l’umanità. (69-81, 20/10/1973)

Nel creare gli esseri umani, Dio investì completamente Sé stesso per modellarli nella forma più preziosa, ideale e perfetta. Dio creò Adamo ed Eva, desiderando esistere per loro, non per Sé stesso. Il tempo in cui Dio viveva per Sé stesso cedette il posto al tempo in cui esisteva per il Suo partner oggetto. Un essere ideale non vive per sé stesso; un essere ideale vive per il bene degli altri, per amore del suo partner oggetto. Questo principio è l’essenza fondamentale dell’universo. (65-20, 13/11/1972)

Non importa quanto Dio possa essere grande, assoluto, onnisciente e onnipotente, non può essere felice da solo. Le parole “felicità” ed “è buono” non hanno senso quando siete soli. Potete dire che è buono o che siete felici solo quando avete un rapporto con un partner. C’è qualcuno che dice che è felice quando è da solo? Non importa quanto possa essere onnisciente e onnipotente, Dio non è felice quando è solo. Supponiamo che un bravo cantante canti una canzone tutto da solo. Sarà felice? Ha bisogno di qualcuno che ascolti la sua canzone. Sarà gioioso solo quando esisterà quello scambio di dare e avere. Allo stesso modo anche Dio ha bisogno di un partner oggetto per sperimentare la gioia. (197-164, 13/01/1990)

Dio creò il Suo oggetto d’amore investendo completamente Sé stesso perché aveva bisogno di un oggetto d’amore. Non potete amare da soli. Anche un essere assoluto non può amare senza un oggetto d’amore. Così Dio creò gli esseri umani come questi oggetti d’amore. Perciò non li creò con negligenza. La Bibbia rivela che li creò attraverso la Parola, ma mentre lavorava non era rilassato. Li creò investendo Sé stesso al 120 percento, centinaia e centinaia di volte, con un lavoro estremamente duro e difficile. (65-20, 13/11/1972)

Quando alcuni cristiani pensano alla creazione di Dio del cielo e della terra, si concentrano sull’onniscienza e l’onnipotenza di Dio e quindi credono semplicemente che Dio creò con le Sue parole. La creazione, tuttavia, non prese forma per un atto di magia. Dio creò i Suoi figli e le Sue figlie investendo tutto il Suo essere con un cuore sincero.
Ecco perché Lo amiamo. Se vogliamo fare un paragone, non potremo amare totalmente una cosa per cui non abbiamo investito tutti i nostri sforzi e dato il nostro sangue e la nostra carne. Facciamo di qualcosa l’oggetto della nostra speranza più sincera perché abbiamo investito in questa cosa l’essenza delle nostre ossa, l’essenza della nostra carne, l’essenza del nostro pensiero e l’essenza di tutto il nostro essere.
Dio, dove ha messo il punto d’inizio ideale della creazione? Lui non ci dice di dare tutto per amore Suo. Anziché cercare di assorbirci dicendo, «Vieni e attaccati a me», Dio investe Sé stesso. Non è un “attaccati a me”, ma un investimento. In altre parole, Dio ha messo il punto d’inizio dell’ideale nel principio di esistere per il bene degli altri. Ecco perché Dio ha investito Sé stesso per il bene dell’umanità. Dio stesso esiste per amore dell’umanità.
(78-108, 06/05/1975)

Cosa intendeva Dio quando disse: «Io sono l’amore»? Ci insegnava ad avere a cuore l’amore giorno e notte, mentre lavoriamo, ci riposiamo, danziamo o piangiamo. In questo modo ha detto: «Io ho l’amore, ho la pienezza dell’amore». Avere la pienezza dell’amore significa che in esso è compreso tutto. Colui a cui sta a cuore l’amore più di tutti è Dio. Egli ha tutto quell’amore, e una volta che l’abbiamo assaporato, non siamo capaci di lasciarlo andare neanche morendo. (44-183, 07/05/1971)

Come essere onnisciente, onnipotente e onnipresente, non c’è nulla che Dio vuole trattenere per Sé stesso; non Gli manca nulla. Anche se Dio ha tutto, se c’è una cosa a cui dà più valore e della quale è orgoglioso più di tutto, è l’amore. Non c’è nulla di cui ha bisogno a parte l’amore. (108-225, 16/10/1980)

Da dove inizia la realizzazione dell’ideale di creazione? Non inizia da Dio ma dagli esseri umani. Inizia dalle cose della creazione perché l’ideale di creazione le ha destinate a questo. L’umanità è al centro della creazione. Per questa ragione, senza la perfezione dell’uomo, non c’è nessuna perfezione per Dio. Questo perché Dio e l’umanità sono una cosa sola. (149-9, 01/11/1986)

Cos’è che ci unisce a Dio e alla Sua volontà? Cos’è che si può unire all’essenza centrale della Volontà che è stata completata anziché alla Volontà che è in via di realizzazione? È l’onnipotenza di Dio? L’onnipotenza non funzionerà. È la Sua autorità assoluta? No. Allora è la Sua onnipresenza? Ancora una volta no. Allora che cosa deve essere? Dio è vivo e dimora nel mondo spirituale, trascendendo il tempo e lo spazio. Qual è il centro della Sua vita? Non è la Sua infinita potenza, onnipresenza, autorità assoluta o qualunque cosa del genere. Dio vive con l’amore come Suo punto centrale. Ecco come la penso. Dio è vissuto focalizzandosi sull’amore dall’inizio, per tutto il Suo corso presente, e lo farà per l’eternità. Questo perché Dio prova gioia quando ha un vero oggetto del Suo amore. (126-225, 24/04/1983)

Poiché Dio è assoluto, onnisciente e onnipotente, ha un magazzino d’amore che continua a riempirsi anche dopo che Egli dà e dà. Se dovessimo rubare un sacco di amore dal magazzino di Dio e distribuirlo giorno e notte, Dio ci punirebbe dicendo: «Mascalzone, ladro d’amore!»? Poiché Dio è onnisciente e onnipotente, dirà invece: «Okay, fai pure! È una cosa buona. Prendine quanto ne vuoi. Continua a farlo per sempre. Anche dopo che sei stato nel mio magazzino, ce ne rimane ancora un po’. Ecco perché io sono Dio. Ecco perché sono il Soggetto!» Dirà: «Io sono il partner soggetto e il partner soggetto deve avere più di quello che può dare al partner oggetto. Come partner soggetto io devo avere più di quello che posso dare a voi miei partner oggetto, altrimenti non sarei Dio. Ecco come sono!» Dirà ancora: «Se vuoi rubarmi l’amore e distribuirlo come la mia centrale d’amore, io te ne fornirò quanto ne hai bisogno.» Se poi voi direte: «Quando l’avrò esaurito, vorrò prenderne dell’altro, allora cosa dici se mi collego alla Tua conduttura d’amore?» Dio dirà: «Se vuoi, fallo pure!» (116-241, 01/01/1982)

4.2. Dio è la persona più vicina a voi

Qual è l’incarnazione più alta di tutte le verità? Sono i genitori, il marito e la moglie e i figli. Non c’è nulla di più alto. Allora, qual è il centro della verità? È l’amore. Sulla base di questo principio, qual è il centro della verità più alta? Noi diciamo che Dio è la fonte suprema della verità, della bontà, dell’amore e della vita. Cosa significano tutte queste cose? Vanno tutte nello stesso punto: per stabilire la verità sono necessari l’amore e la vita. Per questa ragione Dio è il nucleo più profondo, la fonte suprema della vita, dell’amore e della verità. Allora che tipo di essere è Dio? Egli è sia nostro Padre che nostra Madre. Il nucleo sono i genitori. Da questo punto di vista, Dio diventa semplicemente una persona. (21-182, 20/11/1968)

Dio dovrebbe avere una barba bianca. Gli si adatterebbe bene. Così Dio si accarezzerebbe la barba e se il figlio Gli dicesse: «La tua barba mi piace lunga», la Sua barba diventerebbe lunga, e se gli dicesse: «La tua barba mi piace corta», la barba diventerebbe corta. Poiché Dio è onnisciente e onnipotente, quando ha un rapporto con gli uomini il Suo volto apparirà rozzo. Ad Adamo, a cui piacciono i lineamenti maschili, il volto di Dio apparirà maschile. Per le donne come Eva avrà un aspetto che piace alle donne. (110-282, 01/01/1981)

Pensate che Dio esisteva prima della creazione del cielo e della terra oppure no? Allora quanti anni pensate che abbia Dio? Per quelli che sanno contare solo fino a settanta va bene dire che ne ha settanta. A queste persone Dio dirà: «Ah, ah! Ho settanta anni». Quando qualcuno che sa contare solo fino a cinque chiede a Dio quanti anni ha, Lui dirà: «Ah, ah! Ho cinque anni» - perché non conoscono nient’altro. Non importa quanti numeri ci sono, Dio non può essere calcolato in termini numerici. È al di là dei numeri. Questo vi fa felici, vero? Ecco com’è il nostro Dio. (173-253, 21/02/1988)

A Dio piacciono anche tanto gli scherzi. Gli piace l’umorismo. Chi pensate sia il grande re dell’umorismo? È Dio. Egli ha il senso dell’umorismo perché è onnisciente e onnipotente. Chi è il grande re che fa spanciare gli altri dalle risa, che li fa ridere fino a che scoppiano e cadono per terra? È Dio. Sto dicendo che questo grande re è Dio. (171-149, 01/01/1988)

Esteriormente Dio assomiglia agli uomini e interiormente assomiglia alle donne. Se Dio è forte, onnisciente e onnipotente, ha anche un cuore misericordioso che può ricamare fiori sul sorriso di Buddha. Deve avere anche un cuore come quello della donna più femminile. Solo allora questi due aspetti avranno vita. (206-51, 03/10/1990)

Dio è il grande Signore dell’universo, onnisciente e onnipotente, un essere a cui non manca nulla e che ha tanti poteri. Nonostante ciò, se un figlio amorevole di pietà filiale dovesse farsi strada nel Suo petto senza chiederglielo, Lui griderebbe: «Ehi, tu! Quanto mi conosci? Che cosa stai facendo?». Dio potrebbe cercare di fermarlo, ma se il figlio dovesse ignorare le Sue proteste e continuare a spingersi per rannicchiarsi come faceva una volta nel petto di suo padre dicendo: «Volevo mettere la mia mano sul Tuo petto, come ero abituato tanto tempo fa a toccare il petto di mio padre», Dio cosa farebbe? Si sentirebbe offeso? Un padre sarebbe molto felice.
Quando i figli crescono, lasciano il grembo dei loro genitori, escono di casa e attraversano fiumi e montagne. Tuttavia, quando questi figli ritornano a casa, varcano la soglia, si mettono i vestiti vecchi e cercano di toccare il petto del loro padre, il padre si sentirà bene o male? Persino un nonno sul suo letto di morte sarebbe felice e direbbe: «Vieni, fammi sentire il tuo tocco».

Dio è il Creatore. Allora, che cosa Gli si può aggiungere? Cos’è che può attirare a Sé? Se una cosa vuole crescere, o deve attirare a sé e assorbire qualcos’altro, oppure qualcuno le deve aggiungere qualcosa. In altre parole, deve assorbire qualcosa da sé stessa, oppure qualcun altro deve portarle qualcosa da aggiungere. Ma quando non c’è nulla da aggiungere a Dio e non c’è nulla che Dio può attirare a Sé, come può Dio crescere da Sé Stesso? Questa è una domanda importante. Io non ne ho discusso perché, se lo facessi, voi ne parlereste con noncuranza e creereste dei problemi. Così, per favore, fate delle ricerche in questo campo. Ve lo do come un compito a casa. Fate una ricerca, scrivete una relazione e io le darò il voto. (218-264, 19/08/1991)

Come pensate che il Dio assoluto abbia avuto inizio originariamente? Pensate che sia nato all’improvviso, venendo fuori velocemente? Non siete curiosi di saperlo? Se parliamo di questo i cristiani diranno: «Oh, il Creatore è santo, e questo è un insulto incredibile». Smettetela con queste sciocchezze! Non siete curiosi di sapere se Dio ha cominciato ad esistere o è sempre esistito così com’è? Abbiamo bisogno di avere una base logica per andare avanti.
Dott. Yoon! Come ha avuto origine Dio? Qualcuno che ha un dottorato in fisica non dovrebbe forse saperlo? Non è una vergogna se uno che ha un dottorato si copre la faccia così? I membri della Chiesa dell’Unificazione sanno solo dire: «Dio esiste naturalmente», ma non è così. Anche Dio si è dovuto sviluppare. Questa è la risposta giusta.
(218-263, 19/08/1991)

Cos’è che ha il potere di creare una bellezza così impareggiabile? Dio deve averlo studiato. Dio, pur essendo onnisciente e onnipotente, se è un Dio personale ed è come una persona, quando si tratta d’amore vorrà entrarci dentro e dormire lì riposando in pace. Dio non può tenere sempre gli occhi spalancati e dire: «Tu stupido, non riposarti. Lavora giorno e notte alla restaurazione tramite indennizzo». Questo è il principio di Dio, vero? È proprio come respirare. Quando espirate, dovete inspirare. Anche Dio deve riposarsi dopo il lavoro. Dio lavora perché desidera sentire la gioia del riposo. Ogni cosa in Dio è collegata al rapporto reciproco di dare e avere. (164-74, 26/04/1987)

Se Dio esiste, che tipo di essere è? Egli è onnisciente, onnipotente e onnipresente e la Sua presenza pervade ogni cosa. Questo è buono. Egli è onnisciente, onnipotente e onnipresente e può fare qualunque cosa. Ma per quanto possa essere potente, e per quanto possa essere buono in tutto, cosa succederebbe se dicesse agli altri di servire solo Lui? Ci devono essere miliardi di persone che vivono nel mondo spirituale; se Dio dicesse a loro: «Io sono onnisciente, onnipotente e assoluto, e voi dovete servirmi in modo assoluto», cosa succederebbe? Cosa succederebbe se tutto dovesse servire solo Dio? Giudicando dall’essenza della nostra coscienza, alla lunga non saremmo capaci di abbracciare questo. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto. In futuro i vostri cuori entrerebbero inevitabilmente in conflitto. (138-76, 19/01/1986)

L’unico partner che Dio può amare siamo noi, gli esseri umani. Dio non può fare un altro Dio tra le Sue creature. Perché? Forse pensate che il Dio onnisciente e onnipotente potrebbe creare un altro Dio proprio come Sé stesso. Questo può essere possibile, ma quale sarebbe il risultato? L’altro Dio mangerebbe insieme a Lui e Lo seguirebbe dappertutto; lavorerebbero insieme e starebbero insieme. Se Dio si mettesse a sedere, l’altro Dio si siederebbe insieme a Lui. Se agissero esattamente alla stessa maniera per centinaia di milioni di anni, come sarebbe? Pensateci. Come si sentirebbero soffocare! I loro occhi si stravolgerebbero in meno di un giorno. E come parlerebbero? Per quanti giorni pensate che parlerebbero tra loro? Forse nemmeno per tre giorni. Direbbero: «È tutto uguale! Questo mi distrugge». (141-9, 16/02/1986)

Qual è il centro della religione? È Dio. Naturalmente ci sono molti nomi per indicare Dio, ma il nome non conta. Non ci possono essere due Dio. L’origine è una, perciò Dio è uno solo. Quando le persone parlano di Dio, usano nomi diversi per riferirsi a Lui perché ogni nazione ha una lingua diversa. Comunque, l’Essere Originale è uno.

Il Cielo e la terra non hanno cominciato ad esistere da sé stessi perché lo volevano, ma sicuramente provengono da un’origine e da una certa motivazione basata su qualche fonte di potere. Se si considera questo a un livello più alto, ci dev’essere una causa fondamentale di potere che, come partner soggetto centrale, muove il cielo e la terra o crea le cose. Chiamiamo questo essere Dio. I Suoi svariati nomi, che Gli sono attribuiti da popoli diversi e in lingue diverse, non hanno importanza. Ad ogni modo questo universo ha bisogno di avere un centro. Anche se gli esseri esistenti agiscono e si muovono, l’essere centrale non si muove insieme a loro nel loro mondo. Ci deve essere un Essere Originale centrale che rimane per sempre fisso al centro di questo mondo di rapporti in movimento. (154-289, 05/10/1964)